Aurelio Sargenti su Naufraghi.ch
Dunque, contro il parere della Commissione stradario, a Lugano ci sarà una via dedicata al più volte condannato Giuliano Bignasca, detto Nano. Lo ha deciso ieri, giovedì 15 ottobre, la maggioranza del Municipio di Lugano (5 a 2), accogliendo le reiterate richieste del gruppo leghista in Consiglio comunale, tese a intitolare una via cittadina al già municipale e fondatore del movimento politico Lega dei Ticinesi. A cambiare nome sarà il primo tratto di Via Pietro Capelli, tra Viale Castagnola e Via Maggio.
La Commissione stradario (leggo sul sito della Città di Lugano) «è un organo consultivo nominato dal Municipio ogni legislatura. Essa esprime pareri su tutte le questioni legate allo stradario cittadino (denominazione e riforma delle aeree di circolazione), all’apposizione di targhe commemorative e all’intitolazione di edifici o altri spazi pubblici. Il suo obiettivo è garantire un sistema di indirizzi chiaro, coerente e storicamente fondato, salvaguardando allo stesso tempo la memoria l’identità culturale del territorio comunale».
La suddetta Commissione nella riunione del 3 ottobre 2023 ha preso atto che al momento non si registrano vie dedicate a municipali in quanto tali: infatti le strade cittadine sono fino ad ora intitolate a municipali divenuti sindaci, che nell’esercizio della loro funzione hanno rappresentato tutta la cittadinanza e non una singola formazione politica. Alla luce di tale principio di rappresentanza dell’intera comunità, la Commissione ha preavvisato negativamente la proposta di intestare una via a Giuliano Bignasca.
Mettiamo in fila i nomi degli otto sindaci ai quali la Città ha intestato un’area di circolazione: Giacomo Luvini-Perseghini; Carlo Frasca; Carlo Battaglini; Gerolamo Vegezzi; Antonio Fusioni; Emilio Rava; Paride Pelli; Ferruccio Pelli.
Costoro, come il Marchese Forlipopoli della Locandiera di Goldoni, potrebbero dire al discusso e discutibile Nano: «Fra voi e noi vi è qualche differenza»! E con ragione.
Ma torniamo all’incredibile decisione municipale, conseguente ad una seconda visita in Commissione stradario. La quale, ormai spossata, ha un poco ceduto e ha detto all’insistente Municipio che se proprio persevera nel dedicare un’area di circolazione alla buonanima del Nano allora lo si qualifichi come “politico” e non come “municipale”, proprio per i motivi esposti sopra. Anche “scalpellino” e “imprenditore” sarebbero qualifiche da evitare perché non sono rappresentative delle «qualità che i proponenti [cioè i leghisti e solo loro] intendono valorizzare nel ricordare la figura di Giuliano Bignasca». E poi si scelga il primo tratto della citata Via Pietro Capelli, dedicata al medico che molto si adoperò per costruire un ospedale a vantaggio dell’ ampia comunità italiana allora presente in città.
Il povero dottor Capelli non sarà forse felice vedersi amputato un pezzo di strada a lui dedicata. Ma si consoli: è un tratto del tutto insignificante, dove le automobili sono ferme in coda ai semafori e le biciclette sfrecciano in senso contrario.
Bene, il dado è tratto. Ora è un libero tutti per ogni municipale di ogni colore politico; a maggior ragione per Marco Borradori, che è stato sindaco. Per lui sarà una strada in discesa, come si usa dire.
Facendo strame del parere negativo della Commissione stradario, formata da intellettuali nominati dall’esecutivo, si è rotta una tradizione consolidata e si è dimostrato in modo palese che da quando Lugano è governata dalla Lega + UDC la cultura, ma oserei dire il buon senso, hanno fatto le valigie. O, come dice Tommaso Grossi (mutatis mutandis), «Milan l’è tutt pien domà de fumm / De cont, de cavalier, de becch fottuu; / Che la reson l’ha boffaa su la lumm / Perché voreven dagh di pee in del cuu».
Nei nomi delle strade c’è il racconto della nostra storia attraverso il ricordo di figure significative e fatti considerati importanti per la memoria collettiva. La scelta fatta dalla maggioranza del Municipio non va in quella direzione, ed è una decisione tutta partitica e di mera opportunità. Aver fondato il movimento della Lega dei Ticinesi e il settimanale «Il Mattino della Domenica» non mi pare sufficiente per trovare l’ammirazione di una intera cittadinanza: anzi.
Del resto, che ci possiamo fare? Anche l’aeroporto internazionale di Malpensa è stato dedicato al pregiudicato Silvio Berlusconi.