Discorso di Tessa Prati e Filippo Zanetti durante l’assemblea del PS Lugano.
Vogliamo partire dalla manifestazione di sabato: non tutti di sinistra e men che meno socialisti, ma 3’000 persone non sappiamo da quanto tempo non le vedevano le strade di Lugano. In questi giorni abbiamo potuto apprezzare cosa potrebbe significare avere una sinistra forte. Noi crediamo sia fondamentale lavorare sulla nostra identità e sull’idea-progetto Partito socialista. Per questo la riorganizzazione della Sezione e il suo ruolo sul territorio sono tematiche essenziali per il modo in cui noi vorremmo lavorare. Infatti, il nostro obiettivo è la creazione di una rete più ampia possibile che vada oltre la Direzione, che coinvolga e valorizzi la partecipazione di chiunque voglia offrire il proprio contributo. Dobbiamo aumentare la nostra presenza nei quartieri, ad esempio svolgendo attività decentrate e creando gruppi di lavoro su diversi temi. Riteniamo che la nostra presenza e attività come partito debbano essere in grado di costruire un dialogo inter-territoriale e inter-generazionale per rafforzarci, per rafforzare il Partito e il futuro del Partito.
Torniamo agli avvenimenti delle ultime settimane, ma più in generale di questo quinquennio. Il modo con cui opera il Municipio a Lugano è da definire per lo meno pasticciato. L’aspetto giuridico è un problema che pare enorme: non sembrano essere in grado di rispettare la forma corretta. Vedasi l’abbattimento Molino oppure la call of interest per l’aeroporto sepolta da ricorsi. Incapacità di costruire prima partecipazione e poi consenso attorno ai progetti. Ci si muove solo con aut aut. Vedasi Polo Sportivo e degli Eventi, Aeroporto, Molino oppure Mizar (Polo biotecnologico). Ciò ha portato in ordine a referendum, ricorsi, manifestazioni, e addirittura ad un nulla di fatto.
Dopo tutti questi pasticci cosa succede? Si assiste allo scarico di responsabilità. Non è mai colpa loro. Se a Bellinzona abbiamo visto un Sindaco (e che sindaco) che ci ha messo sempre la faccia, a Lugano va il premio scaricabarili. Una volta Lugano era rispettato e ammirato da tutto il Cantone. Era un polo trainante. Ora, invece, tutto il Cantone ride di noi. Con tutto il rispetto, ma i temi di cui abbiamo accennato prima (PSE, Aeroporto e Molino) sono dei progetti tutto sommato semplici rispetto alla Facoltà di Medicina o all’Ospedale cantonale o ancora ai grossi problemi sociali che la nostra comunità conosce sempre di più. Se il Comune è incapace di gestire dei progetti interni, come possiamo essere tranquilli che sappia attrarre a Lugano e sappia discutere con gli altri portatori d’interessi, progetti cantonali o federali. Mario Branda ha saputo fare esattamente il contrario. Ha portato partecipazione, chiarezza e soprattutto ci ha sempre messo la faccia. Crediamo quindi che sia necessario guardare con curiosità, attenzione e rispetto all’operato di Mario e all’esperienza bellinzonese, cercando di portarle anche nella nostra sezione.
Diciamo questo perché per riuscire a concentrarci sulle necessità e sui bisogni della popolazione, nonché poter portare avanti delle lotte che giovino alla popolazione e alla città, abbiamo bisogno di più discussione interna e un maggiore contatto con l’opinione pubblica. Dobbiamo quindi avere un ruolo incisivo nel contesto in cui ci troviamo oggi.
Questo lo si può fare anche attraverso due realtà del partito: da una parte il gruppo in Consiglio comunale e dall’altra la Sezione; diciamo Sezione perché non intendiamo solo la Direzione ma anche i gruppi di lavoro e i contatti sul territorio in senso più ampio. Riteniamo quindi sia necessario che i temi d’attualità vengano affrontati dal gruppo in Consiglio comunale, mentre la Sezione si occupi dei temi a lungo termine. È, infatti, compito della Sezione dettare i temi da portare avanti e non può essere indirizzata solo dall’attualità; altrimenti ci troveremmo sempre in balia degli eventi e senza obiettivi chiari. Dobbiamo cominciare ad anticipare, “giocare” di riflesso, essere lungimiranti. Questa dualità di ruoli tra Gruppo in Consiglio Comunale e Sezione è importante e permette di agire in modo distinto, ma restando comunque estremamente collaborativi e mantenendo degli scambi constanti. Per questo riteniamo sia di estremo valore che Tessa sia in Consiglio Comunale e Filippo no. Filippo può concentrare il suo operato nella Direzione, mentre Tessa nel Gruppo.
Io, Filippo, oltre che essermi occupato del tribolato tema delle commissioni di quartiere ho potuto capire che in Direzione è necessaria una divisione del lavoro per ambiti di competenza, diversificando i ruoli e attribuendo delle responsabilità.
Mentre io, Tessa, in questi anni in Consiglio Comunale ho capito quanto sia vitale avere un’ottima collaborazione interna per riuscire a portare avanti i temi, ma allo stesso tempo il lavoro deve allargarsi anche a scambi con altri partiti e bisogna essere in grado di interagire anche con loro, perché adesso come adesso la nostra forza politica non è sufficiente per ottenere da soli delle vittorie: dobbiamo capire come altri lavorano e portarli sui nostri discorsi, a nostro favore. Questo senza, però, mai perdere di vista che stiamo lavorando per la cittadinanza e il suo benessere; quindi collaborazione, ma senza mai piegarsi a richieste che trascendono i nostri valori.
In conclusione, nel febbraio 2020 non avevamo la lista di candidati al Consiglio comunale al completo. Senza Raoul, che ringraziamo, in questa campagna elettorale 2021 segnata dalla Covid-19 non l’avremmo riempita. So cosa significa poiché io, Filippo, mi sono occupato lungamente della lista del Gran Consiglio per i candidati di Lugano nel 2019. Dobbiamo agire da subito per creare una rete attorno al PS che sia presente e che lavori per fare in modo di avere candidati stimolati, pronti e preparati per gli appuntamenti elettorali. Siamo pochi e, meno si è, più è fondamentale avere conoscenza e competenza, per essere rispettati e ascoltati all’interno delle istituzioni.
Ricordiamoci che manca poco alle prossime tornate elettorali: tra 1 anno e 9 mesi le cantonali e solo dopo un altro anno le comunali. C’è da fare, c’è davvero tanto da fare.