Il Natale si avvicina a grandi passi! Vi proponiamo allora la nostra versione dell’Avvento, per arrivare a un Natale fatto di atmosfera e non di consumismo, di gioia e non di dispendio, di comunanza e non di superficialità. Ogni giorno, una ricetta, un articolo, un’iniziativa: 24 sorprese rosse per camminare insieme fino a Natale!

RACCONTO DI NATALE

Attenzione, il racconto che proponiamo oggi non è propriamente un tipico racconto di Natale… Ma cosa ci si poteva aspettare dal grandissimo Dürrenmatt, se non un po’ di originaltà e uno sguardo crudo e disincantato sul mondo? Un’interessante versione, quasi distopica, brevissima, della notte di Natale e del Natale in genere. Buona lettura!

NATALE

di Friedrich Dürrenmatt

Era Natale. Attraversavo la vasta pianura. La neve era come vetro. Faceva freddo. L’aria era morta. Non un movimento, non un suono. L’orizzonte era circolare. Nero il cielo. Morte le stelle. Sepolta ieri la luna. Non sorto il sole. Gridai. Non mi udii. Gridai ancora. Vidi un corpo disteso sulla neve. Era Gesù Bambino. Bianche e rigide le membra. L’aureola un giallo disco gelato. Presi il bambino in mano. Gli mossi su e giù le braccia. Gli sollevai le palpebre. Non aveva occhi. lo avevo fame. Mangiai l’aureola. Sapeva di pane stantio. Gli staccai la testa con un morso. Marzapane stantio. Proseguii.