di Jasmine Altin e Nina Pusterla, gruppo La Sinistra in CC a Lugano su ps.ch

Il 4 giugno 2026 Aarau è stata scelta come Capitale culturale svizzera 2030, a discapito, fra le altre, della candidatura di Lugano con Locarno e Mendrisio. Nel comunicato stampa, in riferimento a Lugano è stato ribadito che «sarà in ogni caso mantenuto l’impegno per dare spazio alla scena culturale indipendente». Impegno che il Gruppo La Sinistra ha chiesto a più riprese al Municipio e che deve finalmente tradursi nei fatti, per dare finalmente spazio e riconoscimento alla cultura indipendente ed ai suoi professionisti.

Nel 2025, con l’interrogazione 1493 abbiamo chiesto chiarezza sugli spazi comunali, sui contributi assegnati alla cultura nonché sui criteri utilizzati a tal fine, proponendo l’uso temporaneo degli immobili vuoti.

Con l’interrogazione 1491 abbiamo poi affrontato il tema della remunerazione degli artisti, contestando i compensi irrisori proposti da LongLake perché non c’è valorizzazione della cultura indipendente se chi la produce non viene adeguatamente remunerato.

La mozione 4292, presentata unitamente ad altri consiglieri comunali, chiede infine che Lugano si doti di un Regolamento sulla promozione culturale, che stabilisca criteri trasparenti per l’attribuzione di contributi finanziari e crei una commissione incaricata di valutare premi, borse, residenze, e progetti. L’obiettivo è superare l’attuale discrezionalità nell’attribuzione dei contributi e garantire condizioni eque e trasparenti anche ai progetti indipendenti ed alle realtà emergenti.

La Capo gruppo in Consiglio comunale e relatrice del rapporto sul sostegno al FIT (Festival internazionale del teatro e della scena contemporanea), ha auspicato un aumento del contributo comunale allo stesso (invariato dal 2016), per permetterne la crescita.

La Sinistra non chiede semplicemente “più soldi”, ma chiede che il contributo pubblico sia commisurato al valore e ai bisogni effettivi delle realtà indipendenti. Non un sostegno a velleità amatoriali, ma un riconoscimento valido e strutturale a realtà professionali e capaci di determinare ricchezza, culturale ed economica.

Abbiamo portato questi temi anche nel dibattito sulla candidatura a Capitale culturale e varie sensibilità politiche hanno riconosciuto la necessità di spazi per la creazione e la promozione culturale indipendente. A bocce ferme, le esigenze che abbiamo sollevato restano tutte; il nostro scopo è quello di portare la cultura indipendente dall’essere considerata un tema marginale o anzi, un “non tema”, a essere riconosciuto come un nodo centrale nella politica culturale cittadina.