Tutte le città svizzere dispongono da decenni di spazi autogestiti, che funzionano bene e che rispondono ad una necessità autentica e legittima come quella di ritrovarsi per una parte dei cittadini che compongono la nostra diversificata società. Il rispetto delle minoranze è un cardine fondamentale della nostra democrazia. Le difficoltà oggettive emerse in passato e i problemi puntuali inutilmente esasperati dagli attori in gioco sono da affrontare per quello che sono: un problema di gestione dei contatti e dei processi, che necessitano metodo, attenzione alle reciproche esigenze, oltre che uno sforzo minimo di apertura mentale.
Insieme al rinnovo della magnifica struttura dell’ex Macello, sui banchi del Consiglio comunale resta aperto il tema dell’autogestione, da non sottovalutare né da liquidare con dei semplicistici luoghi comuni. L’obiettivo di valorizzare il comparto ne risulterebbe rinforzato se all’interno dell’ampio sedime della struttura una parte venisse riservata alle attività del Centro sociale autogestito CSOA. Dando così vita a una coabitazione costruttiva e sinergica fra comune e le realtà culturali indipendenti che arricchiscono la nostra città con una programmazione non convenzionale e non istituzionale apprezzata da un gran numero di persone.
In molte città svizzere si sono sviluppate e affermate esperienze di autogestione che attraverso percorsi diversi hanno trovato il loro riconoscimento da parte della cittadinanza e delle autorità. A Lugano non si è invece ancora giunti a considerare l’autogestione come una componente della realtà urbana contemporanea. Gli oppositori mettono l’accento solo su questioni di ordine pubblico (marginali per lo più e di poca rilevanza) o sulle posizioni politiche spesso fortemente contrapposte, dimenticando il contributo sociale e culturale che queste realtà portano alla nostra comunità, che coinvolgono una parte non irrilevante della popolazione.
La Costituzione federale definisce la libertà di associazione e la possibilità di potersi ritrovare liberamente per svolgere le proprie attività come un diritto fondamentale alla base della società e dello Stato. Oltre a garantire questo diritto, la Costituzione impone alle istituzioni il compito di provvedere che questo diritto venga rispettato e salvaguardato.
L’autogestione offre attività culturali, concerti e manifestazioni apprezzate dalla popolazione che frequentano gli spazi del Macello in buon numero grazie anche a una politica dei prezzi attenta alle fasce meno abbienti della popolazione. Fra loro troviamo persone di tutte le classi sociali e origine etnica, figli e figlie di portinai, muratori, banchieri come di Consiglieri di Stato.
Il progetto di rivalorizzazione è importante per il comparto del Macello, ma questo non può andare a discapito di una realtà importante per la biodiversità sociale della nostra città, già ora estremamente povera di realtà spontanee non imbrigliate dalle nostre istituzioni e dalle manie di controllo delle nostre forze dell’ordine.
Carlo Zoppi, Consigliere comunale gruppo PS/PC