INTERROGAZIONE – 1 AGOSTO 2026
TUTTE LE BAMBINE ED I BAMBINI DI LUGANO SONO UGUALI, MA ALCUNE/I SONO PIÙ UGUALI DI ALTRE/I
Lugano è una città amica dei bambini, delle bambine e delle famiglie, ma non di tutti/e. L’ottenimento da parte del nostro Comune del label di città amica dei bambini e delle famiglie da parte dell’UNICEF è senz’altro positivo. Lugano ha ottenuto nel 2023 il riconoscimento dell’UNICEF Comune amico dei bambini, che premia i comuni che rendono i diritti dell’infanzia una pratica quotidiana.
“Ogni bambino ha il diritto di crescere in un contesto in cui possa giocare, apprendere e svilupparsi in modo sicuro”. È quanto sancisce la Convenzione dell’ONU sui Diritti dell’Infanzia, la quale in 54 articoli definisce diritti negli ambiti della presa a carico, della protezione e della partecipazione. La Svizzera l’ha ratificata nel 1997, il Liechtenstein nel 1995. Entrambi gli Stati si sono così impegnati ad attuare i diritti dell’infanzia. Al fine di assolvere questo compito a livello di politica comunale, l’UNICEF ha lanciato l’iniziativa internazionale «Child Friendly Cities», alla quale hanno aderito oltre quaranta paesi. I Comuni sono un’entità estremamente importante perché costituiscono il contesto di vita diretto del bambino. L’iniziativa dell’UNICEF «Comune amico dei bambini» li sostiene nell’elaborazione e nell’implementazione di condizioni quadro volte a fornire a ogni minore le stesse premesse per il migliore sviluppo possibile e un’infanzia protetta” (tratto dall’opuscolo dell’Unicef Iniziativa “Comune amico dei bambini”, pagina 2)
Crediamo che il nostro Comune abbia dei margini di miglioramento importanti per “fornire a ogni minore le stesse premesse per il miglior sviluppo possibile e un‘infanzia protetta”.
Il regolamento sulle prestazioni sociali della città è infatti applicabile solo a chi ha la nazionalità svizzera ed un permesso B o C e risiede a Lugano da almeno 3 anni. Così come il Regolamento anche l’utilizzazione del lascito Ferrata pone le medesime condizioni e questo malgrado nelle intenzioni dei finanziatori non vi fossero indicazioni per questo tipo di discriminazione.