Il PSS, dopo le ultime elezioni politiche federali, si ritrova a dover constatare il suo peggior risultato degli ultimi 100 anni, data dell’introduzione del sistema proporzionale( 1919 )
Penso che una riflessione si impone. Da semplice iscritto al partito mi permetto di esporre il mio punto di vista. Cosa vuol dire oggi essere socialisti, quali sono gli obiettivi del Partito a corto, medio e lungo termine?
Ecco il mio punto di vista:
A) Recuperare l’identità socialdemocratica
“Non c’è giustizia senza libertà e non c’è libertà senza giustizia”. Credo che questo vecchio slogan sia ancora attuale e sintetizza il pensiero riformista socialdemocratico. Garantire ad ognuno le libertà fondamentali, ivi compresa quella imprenditoriale, in un quadro politico di giustizia sociale da ottenere con una distribuzione della ricchezza che garantisca una vita dignitosa per tutti.
E’ questa la visione politica che ha reso possibile il benessere generalizzato vissuto in Europa e nel nostro Paese dalla fine dell’ultima guerra mondiale a tutt’oggi.
Questo è stato possibile però anche per le convergenze ideali e politiche che la parte più progressista della borghesia e quella legata ai valori religiosi degli ambienti cattolici e protestanti svizzeri, hanno espresso in sintonia con i socialdemocratici.E su questo ritornerò quando tratterò del problema delle alleanze.
Il PSS deve recuperare questa idenità e confutare con più energia e argomenti le tesi populiste di destra e di sinistra che vorrebbero morta e sepolta la socialdemocrazia.
B) Posizionamento politico chiaro e senza ambiguità
Storicamente i socialisti democratici, sono sempre stati avversati dalla destra, interessata a mantenere i propri privilegi di classe e da quella sinistra estrema che, in nome di un astratto e utopico ugualitarismo, propone di sacrificare la libertà individuale in favore di un presunto benessere collettivo.Anche oggi i movimenti di estrema sinistra si rifanno a questo tipo di ideologia e il socialdemocratici restano sempre uno dei loro bersagli preferiti.E la Storia ci dice che laddove i comunisti hanno preso il potere i socialisti democratici sono sempre stati perseguitati e anche eliminati fisicamente.Sia chiaro che non voglio paragonare i comunisti nostrani ai carnefici stalinisti, ma loro simpatie per i superstiti regimi dittatoriali di stampo comunista ci dicono comunque quanto il loro pensiero sia distante da quello democratico.
Bisogna ammettere che se profilarsi contro la destra ( e sopprattutto contro l’estrema destra ) è un compito ovvio per un Partito Socialista democratico, sembra più difficile invece profilarsi contro chi usa argomenti di sinistra accusando nel contempo il PSS di essere troppo debole ed arrendevole.
Il PSS dovrebbe rispondere con decisione a queste critiche sottolineando che le soluzioni ai problemi vanno cercate assieme alle varie componenti della nostra società disposte ad un dialogo con i socialisti e nell’interesse generale del Paese e dei cittadini. Forse è superfluo ma è anche utile ricordare che l’estremismo in politica non ha mai portato benefici, anzi, tra l’altro, ha suscitato forze di matrice politica opposta, altrettanto pericolose per la democrazia ( fascismo e nazismo ).
Il PSS dovrebbe anche riaffermare che in un sistema politico liberal-democratico vi è ampio margine per far avanzare i diritti dei lavoratori e in genere i diritti dei cittadini nei vari ambiti economici e sociali.Del resto, non si intravvede all’orizzonte un sistema politico alternativo a quello liberal-democratico, a meno che si voglia optare per sistemi autoritari e anti-democratici.
- Alleanze
Ovviamente sono necessarie alleanze per poter avere la forza di tradurre in realtà gli obiettivi politici. Il PSS, mantenendo la sua totale autonomia, può anche trovare convergenze con gli ambienti più democratici dei partiti di centro . E non è una novità ! Sovente nelle votazioni al Consiglio nazionale e al Consiglio degli Stati il PSS ha saputo trovare alleanze con altri Partiti, in particolare con il PPD ( oggi Alleanza del Centro ), ma anche con il PLR, per conseguire buoni compromessi nell’interesse dei cittadini e del Paese. Questi risultati però andrebbero maggiormente e pubblicamente valorizzati ! Più difficile pensare di trovare alleanze con l’UDC, Partito Populista e decisamdente di destra.
Negli ultimi anni al panorama politico svizzero si sono aggiunti i Verdi e i Verdi Liberali. Ovviamente anche con loro è possibile trovare convergenze ed alleanze su temi di comune interesse. Per quanto concerne alleanze più strette con i Verdi, Il cosidetto “ fronte rossso-verde “ha già dato risultati in termini di strategie elettorali nel senso che il PSS esce perdente da questo abbraccio ( perdita di seggi in Parlamento a favore dei Verdi ), anche se grazie a queste alleanze i “ rosso-verdi “ hanno registrato ottimi successi elettorali, in particolare nelle grandi città.
In un ottica di medio-lungo termine , costruire un fronte di centro-sinistra, PSS, ala cristiano sociale dell’Alleanza del Centro, l’ala radicale del PLR e i Verdi ( compresi quelli Liberali ) sarebbe il miglior antitodo alle forze di destra ( Liberali-liberisti e UDC ) , darebbe maggior stabilità e sicurezza al nostro Paese e permetterebbe politiche economiche, sociali e ambientali efficaci e nell’interesse della maggioranza della popolazione.
Il PSS dovrebbe prendere chiaramente l’iniziativa in questo senso e diventare così protagonista di una forte visione politica riformista per il futuro del nostro Paese.
Lugano, 1 maggio 2021
Delorenzi Ettore