INTERPELLANZA del 30 ottobre 2020

Cantine di Gandria: in pericolo la ‘casa rossa’ o casermetta ottocentesca?

Con la presente interpellanza chiediamo al Consiglio di Stato di chiarire la situazione della “casa rossa” o vecchia dogana ottocentesca alle Cantine di Gandria.

La risposta del Consiglio di Stato del 18 dicembre 2012 all’Interrogazione 24 gennaio 2012 n. 19.12 indicava: “La vecchia casermetta delle guardie di confine di Gandria fu costruita tra il 1853 e il 1854 per cura della Confederazione svizzera, che intendeva così controllare l’approdo doganale di Gandria, istituito nel 1850. L’edificio, isolato sulla riva a meridione delle Cantine e ben visibile per il suo colore rosso (la “casa rossa”), gode di una collocazione singolare: la semplicissima struttura, costruita secondo i canoni dell’edilizia popolare, con un tetto a doppia falda ricoperto da coppi tradizionali, appoggia su una lunga murata che delimita la riva del lago; il piano inferiore è caratterizzato da un’ampia e profonda darsena porticata; al primo piano vi sono due locali: il dormitorio e la cucina. La casermetta perse la sua funzione all’inizio del secolo scorso dopo la costruzione del nuovo e più funzionale edificio e pontile doganale a settentrione delle Cantine. Verosimilmente negli anni Trenta del Novecento fu acquistata dall’ingegnere e architetto zurighese Carl Theodor Hubacher (Zurigo 1897- Gandria 1990), noto e importante esponente nel movimento Moderno che conservò intatto l’edificio. Per la sua storia, l’ubicazione e l’importanza paesaggistica, essa è certamente meritevole di essere tutelata sulla base della Legge sulla protezione dei beni culturali del 13 maggio 1997 (LBC 1997). Tuttavia al momento attuale, mancando un’indagine comparativa tra edifici simili per carattere architettonico e tipologico (analisi dei dati relativi all’architettura accademica e rurale della metà del XIX secolo raccolti nella bancadati del Sistema informativo dei beni culturali del cantone Ticino SIBC), non è ancora possibile precisare il grado di protezione applicabile (bene culturale d’interesse locale oppure d’interesse cantonale). L’Ufficio dei beni culturali approfondirà questi aspetti nell’ambito della revisione, tuttora in corso, dell’inventario dei beni culturali protetti sul piano cantonale. Per quanto riguarda gli aspetti procedurali, l’art. 20 della LBC 1997 prevede che la protezione di un edificio o immobile sia istituita “nell’ambito dell’adozione dei piani regolatori comunali o dei piani di utilizzazione cantonali”. Per il territorio del vecchio comune di Gandria, ora sezione di Lugano, tale opportunità non si è ancora presentata: di conseguenza non è ancora stato rivisto l’elenco dei beni culturali tutelati.

Domande:

1. Che grado di protezione ha l’immobile? Vi sono procedure di protezione in elaborazione?
2. Vi sono lavori in corso come sostiene l’Associazione VivaGandria?
3. L’Amministrazione cantonale è stata coinvolta o doveva essere coinvolta prima dell’avvio dei lavori, come sostiene l’Associazione VivaGandria?
4. Il Consiglio di Stato intende intraprendere dei passi a tutela dell’immobile?

Con distinti saluti

Raoul Ghisletta, Nicola Schönenberger

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