In vista della manifestazione “Riprendiamoci le città” del 14 settembre pubblichiamo l’intervento in CC (seduta del 13 maggio) del Presidente del PS Lugano Raoul Ghisletta.
Ascoltando gli interventi di questa mi domando un paio di cose. Si dice che questo non è un messaggio che vuole mandare via l’autogestione dal Macello; se leggo il rapporto di maggioranza della Commissione della Pianificazione del Territorio vedo che, non solo si vuole questo secondo me, ma addirittura si mette in dubbio che questa sia un esperienza di tipo culturale. Cioè si nega addirittura l’aspetto culturale dell’autogestione, anche se con parole gentili. Addirittura quanto presentato stasera è un modo, secondo me, molto subdolo ma anche grave di lasciare intendere non solamente che questo fenomeno deve andare via dallo stabile dell’ex Macello, ma addirittura che deve uscire dalla principale Città del Cantone Ticino. Cioè, queste cose sono state scritte con parole ondivaghe ed ambigue, ma la sostanza è questa. E questo trovo che sia alquanto grave perché giustamente è stato detto che la nostra è una Città di importanza nazionale. È l’unica Città di importanza nazionale di questo Cantone, perché non ne esistono, mi dispiace, delle altre che hanno una caratteristica urbana, aperta e multietnica e socialmente variegata come Lugano. Quindi è veramente un non senso quello che si sta discutendo questa sera, perché questa sera si sta negando il diritto di cittadinanza al fenomeno dell’autogestione e non si offre nulla in cambio. Prima di arrivare a fare questi discorsi, qualcuno in questa Città avrebbe dovuto proporre delle alternative ed avviare delle discussioni con queste persone. Invece qui si prende una decisione che, anche se poi entrerà in vigore fra 5/6 anni, è una decisione di principio che apre una via ed un cammino di rottura.
Questo noi non lo possiamo accettare come Gruppo PS e crediamo che sia una scelta totalmente sbagliata e politicamente scellerata che rischierà di avere delle conseguenze purtroppo negative. In questo rapporto della Commissione della Pianificazione del Territorio si parla di latitanza o menefreghismo del Cantone o di altri Esecutivi precedenti, però, bene o male, chi ci ha preceduto ha avuto il modo di trovare una soluzione ad un problema, ha avuto il merito di dare per 20 anni una casa a questo tipo di fenomeno. Invece oggi e stasera ci troviamo qui a prendere una decisione senza che sia avviata una alternativa concreta e reale. Per il Gruppo di lavoro che è stato annunciato, quali componenti ha questo Gruppo di lavoro che possano lasciare pensare che si possa arrivare ad una soluzione? Guardate la composizione di questo Gruppo di lavoro che è ben diversa dal Gruppo di lavoro che era stato fatto nel 2002. È un Gruppo di ordine – non di lavoro – che non ha nessuna dimensione socio culturale. E quindi le premesse, mi dispiace, sono assolutamente poco tranquillizzanti, poco incoraggianti e credo che non si possa che votare negativamente su questo messaggio o astenersi, che poi a lato pratico è la stessa cosa perché per essere approvato deve avere la maggioranza assoluta di 31 voti favorevoli.
Quindi astenetevi o votate contro perché credo che al momento attuale le premesse per andare avanti non ci sono.