di Nina Pusterla, membro di direzione PS Lugano

Sono cresciuta a Lugano, frequentando diversi quartieri tra scuola, casa dei nonni e poi la vita da adulti, una volta rientrata dagli studi a Zurigo. Ho scelto di tornare a Lugano, per affetto e nostalgia, nonostante già da studente mi apparisse chiaro come la qualità di vita nella città sulla Limmat fosse più garantita e meno da conquistare: i tram e i bus passano ogni pochi minuti, rendendo futile consultare l’orario, aree verdi parchi e piazze si trovano in ogni quartiere, le occasioni culturali sono innumerevoli. Ma, ripeto, ho scelto di tornare perché sento mia Lugano. Ecco perché per questa città continuo a sperare, a lottare e a nutrire dei desideri, soprattutto ora che ho dei figli che cresceranno qui, almeno finché lo vorranno. Desidero che Lugano diventi una città meno egoista ed arrabbiata, più aperta ed accogliente. Desidero che la cultura, di ogni forma e misura, sia più importante delle banche. Desidero che i cittadini, e non i soldi o gli speculatori, possano progettare la loro città. Desidero che Lugano sia una città per persone, e non per turisti. Desidero che muoversi con i mezzi pubblici su tutto il territorio sia un’ovvietà, non una scelta complicata. Desidero che il centro città sia una piazza accogliente, non solo negozi. Desidero, e lotto.