17.5.2021 Discorso – Presidente del Consiglio comunale Tessa Prati, Gruppo PS – PC
Collaboratrici e collaboratori della Città, Onorevoli Sindaco, signore Municipali e signori Municipali, concittadine e concittadini, buona sera.
Care colleghe e cari colleghi Consiglieri comunali,
permettetemi di ringraziare voi, per avermi concesso questa carica, e il mio partito, per avermi dato la possibilità di ricoprire questo importante compito istituzionale. Ne sono onorata.
I miei ringraziamenti vanno anche a chi mi ha permesso di essere qui oggi: i cittadini e le cittadine che mi hanno votata. Sono una giovane donna e penso quindi al voto dei giovani e delle donne, ma mi piace anche pensare a elettori più adulti o anziani. A loro va un ringraziamento speciale per aver deciso di fidarsi delle capacità di una giovane di immaginare il futuro di questa città e di partecipare al suo sviluppo. Questa parte di elettrici ed elettori mi lascia credere che c’è la volontà di guardare a un progresso in cui anche i giovani possono dare il loro contributo. Nella loro scelta di voto intravedo l’idea che un futuro per tutti si debba costruire con il contributo di tutti. Questo è ben rappresentato dal passaggio di consegne nella conduzione di questo Consiglio comunale tra il decano e me.
Oggi inizia una nuova legislatura, abbiamo composto un nuovo Consiglio comunale. Un Consiglio comunale rappresenta una comunità. Una comunità ha dei bisogni che la politica deve soddisfare. Facciamo parte di partiti o movimenti con visioni diverse su quali siano i bisogni prioritari della comunità e su come questi debbano essere soddisfatti. Ma, nonostante le differenze, è un certo modo di procedere che ci permetterà di identificare soluzioni adeguate. Il nostro operato è certamente dettato dalla passione, dall’entusiasmo, ed è guidato dalle nostre convinzioni, ma deve prima di tutto essere razionale, ragionato e ragionevole, perché le nostre decisioni avranno conseguenze concrete su aspetti determinanti per la vita della città, come le finanze,
l’educazione, la socialità, in buona sostanza sul benessere delle cittadine e dei cittadini di Lugano. Lo sappiamo, le buone intenzioni non sono sufficienti per ottenere risultati, serve che ognuno di noi, con le proprie esperienze e competenze, dimenticando anche le divisioni partitiche, si appelli al buon senso.
Questa sarà una legislatura breve, in cui molti progetti sono già in campo, penso al polo sportivo, e altri si intravedono all’orizzonte, penso al centro congressuale e al piano direttore comunale. Grandi progetti questi, sì, ma la città di domani, quella che dobbiamo pensare oggi, non è fatta solo di grandi progetti. Noi siamo qui e siamo parte di questo consesso per interpretare i bisogni delle cittadine e dei cittadini, di tutte le cittadine e i cittadini, ricordando che, come si legge nel preambolo della Costituzione federale, «[…] la forza di un popolo si commisura al benessere del più debole dei suoi membri». Per questo, i grandi progetti, con i quali vogliamo fare di Lugano una città moderna, attrattiva e competitiva, devono essere affiancati da iniziative forse meno visibili. Cose anche piccole che facciano della nostra città una città in cui si vuole stare perché ci si sta bene.
Ma com’è una città in cui si sta bene? Permettetemi una breve digressione culturale. Nel XIV secolo, l’umanesimo ha modificato la prospettiva con cui guardare la realtà, mettendo l’uomo al centro dell’universo, e ha cominciato a immaginare la città ideale in cui la vita si svolgesse in maniera razionale e armoniosa. Mettere l’uomo al centro, oggi, significa tenere conto della complessità della nostra epoca, pensiamo al clima, ai cambiamenti in atto nel mondo del lavoro. La città ideale, oggi, sa dare risposte responsabili alle fragilità, inevitabili in momenti di profondo cambiamento, è punto di riferimento per le cittadine e i cittadini.
Oggi più che mai, il nostro impegno deve permetterci di intercettare le necessità di tutte e di tutti. Non solo quelle economiche, ma anche quelle sociali e della salute: sa offrire spazi di condivisione e prendersi cura dell’ambiente e della cultura.
Il benessere individuale è legato a doppio filo al bene comune che è, in definitiva, lo scopo della politica. E allora, la coesione e la solidarietà sono valori ai quali non possiamo rinunciare, perché, soprattutto in momenti di crisi come quello in cui ci troviamo, sono fondamentali per guardare con positività al futuro.
Torniamo al ruolo che sono chiamata a ricoprire per quest’anno. I miei studi e la mia esperienza professionale, seppur breve, mi hanno permesso di sviluppare capacità di osservazione e attenzione al dettaglio, cui segue la descrizione precisa di ciò che ho osservato e, solo in seguito, un’analisi critica. Questa attitudine si ritrova nelle mie scelte politiche e nel mio modo di fare le cose. Sono consapevole che svolgere questo importante compito istituzionale è una grande opportunità. Aver accettato significa essermi assunta con serietà l’impegno, affinché le nostre sedute siano dettate dal rispetto delle norme e dal rispetto recipoco, con l’obiettivo di lavorare in modo collaborativo e costruttivo.
Con questo auspicio e con la certezza che ci impegneremo e sapremo lavorare insieme e senza perdere mai di vista i bisogni della comunità che rappresentiamo, iniziamo questa legislatura.
Grazie.