di Cristina Zanini Barzaghi, Municipale PS Lugano

Durante il boom edilizio nel dopoguerra sono stati costruiti molti edifici, ora vetusti e da riattare. Anche a causa della poca efficienza energetica spesso vengono demoliti e sostituiti con costruzioni nuove, più grandi e più costose. Ciò comporta lo sfratto degli inquilini e la diminuzione di alloggi convenienti.
In realtà questi edifici sono ancora solidi e con adeguati interventi in grado di durare ancora per decenni. Per la loro realizzazione sono stati investiti molti soldi e molta energia, la cosiddetta energia grigia, cioè la quantità di energia necessaria per produrre e trasportare fino al luogo di utilizzo il materiale necessario alla costruzione. È ovvio che demolire e ricostruire comporta uno spreco economico e in parte è fonte di produzione di rifiuti difficilmente riciclabili. Dovrebbe essere una scelta da prendere solo per validi motivi. Restaurare e trasformare i fabbricati permette quasi sempre di risparmiare e soprattutto di consumare meno energia. Per le abitazioni è così possibile mantenere sul mercato alloggi a prezzi accessibili. Al contrario i nuovi edifici hanno pigioni solitamente superiori di quelli solo riattati.

La città di Lugano sta operando in questa direzione grazie al credito stanziato alcuni anni fa per rinnovare il proprio parco immobiliare di appartamenti, in particolare nel comparto delle case del ‘48 di via Trevano. E i proprietari privati più attenti a questi aspetti si stanno pure muovendo in questa direzione. Altri invece, soprattutto grandi investitori, non seguono questo approccio. Oltralpe sembra invece esserci una maggiore sensibilità da parte di operatori come le casse pensioni, le assicurazioni e le banche, oggi proprietarie di un’ampia fetta del patrimonio immobiliare. La ristrutturazione dell’area Telli di Aarau è un esempio virtuoso: qui centinaia di alloggi sono stati risanati dall’assicurazione AXA con pochi ed efficaci interventi mantenendo tre quarti degli inquilini nella propria abitazione durante i lavori, senza stravolgere il contesto sociale e con grandi guadagni dal punto di vista energetico ed economico.

Il nuovo piano direttore di Lugano mette nero su bianco questi intendimenti. Per concretizzarli bisogna ora indirizzare architetti e operatori del ramo immobiliare con iniziative pubbliche di sensibilizzazione e nuove normative.

Come partito socialista ci attiveremo a livello comunale e cantonale per arrivarci al più presto.