Il Municipio di Lugano e i grandi partiti trovano poco tempo per occuparsi del problema della disoccupazione e snobbano le nostre proposte.
Sgombriamo innanzi tutto il campo: per combattere il problema della disoccupazione giocano un ruolo importante gli Uffici regionali di collocamento (URC) e l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI). Infatti gli iscritti agli URC, con o senza diritto alle indennità, possono comunicare in modo prioritario la loro candidatura in caso di posti vacanti del Cantone e della Città di Lugano, possono avere accesso alle banche dati dei posti vacanti (gli URC possono pure comunicare i loro curricoli alle aziende in cerca di personale) e hanno accesso agli incentivi della legge cantonale sul rilancio dell’occupazione.
Recentemente inoltre il Gran Consiglio ha deciso di sperimentare lo sviluppo di un coaching per disoccupati e il finanziamento di apprendistati per giovani senza formazione. L’USSI ha sviluppato dal canto suo una strategia volta a reinserire una parte delle persone in assistenza nel mercato del lavoro, ad es. con formazioni e stages specifici per il settore sociosanitario, la ristorazione, ecc.
Cosa può fare di più la Città di Lugano per combattere la disoccupazione?
Due cose importanti:
- smetterla di affidare a ditte private i lavori di pulizia, raccolta rifiuti, mense e refezione, sorveglianza, sicurezza, ecc. e assumere in proprio persone disoccupate residenti a Lugano;
- sostenere la creazione dei lavori d’utilità pubblica per persone con un rendimento parziale a causa di problemi di salute fisica e psichica.
A Lugano sono pendenti due mozioni di PS e Verdi.
La prima del 11 novembre 2017 è intitolata “Adeguamento del Regolamento comunale per l’organizzazione di lavori d’utilità pubblica” e chiede di finanziare attività d’utilità pubblica, che devono consistere in lavori semplici, non previsti da leggi specifiche e che altrimenti nessuno farebbe perché fuori mercato (esempi: lotta a specie invasive, mantenimento di biotopi ed elementi naturali, ecc. in ambito naturalistico; dialogo con anziani a domicilio e in casa anziani, accompagnamento di anziani per fare la spesa e per svolgere attività ricreative, sorveglianza di allievi nel percorso casa-scuole, sostegno all’animazione e informazione per giovani, sostegno all’animazione di quartiere/ organizzazione di eventi culturali, ecc. in ambito socio-culturale; riciclaggio o riparazioni di apparecchi in ambito industriale, distribuzione di informazioni per turisti in ambito di servizi, ecc.).
La seconda mozione, del 3 marzo 2018, è intitolata “Meno esternalizzazioni a Lugano per garantire condizioni di lavoro attrattive per i residenti”: essa chiede che il Comune svolga con operai e impiegati in proprio una serie di compiti, che purtroppo la filosofia neoliberista ha volute affidare a ditte private, le quali assumono chi e come vogliono.
Ricordo che nelle “Linee di sviluppo 2018-2028” del Municipio di Lugano, al capitolo “Lugano città attenta all’occupazione”, si indica che: “Il Municipio persegue una politica economicamente e socialmente responsabile relativa ai posti di lavoro della Città.”
Invito quindi il Municipio e i partiti di Lugano a fare il bene del popolo e a creare utili opportunità di lavoro per i disoccupati di Lugano.
Raoul Ghisletta, presidente PS Lugano