L’intervista ad Angelo Rossi consente di riportare il dibattito sulle finanze pubbliche di Lugano su un piano meno condizionato dalla retorica politica. Le sue analisi mostrano che il Comune non si trova di fronte a una crisi improvvisa o imprevedibile, ma a una situazione complessa che è il risultato di scelte politiche già compiute, di grandi investimenti deliberati nel tempo e di trasformazioni strutturali che riguardano l’economia urbana e la composizione demografica della popolazione. È proprio questa complessità che rende problematico ogni tentativo di semplificazione, sia in chiave rassicurante sia in chiave allarmistica.
Negli ultimi mesi, una parte del dibattito politico ha scelto di presentare il Preventivo 2026 e il Piano finanziario 2026-2033 come la risposta necessaria a una situazione descritta come fuori controllo. Come PS Lugano contestiamo questa impostazione. Non perché neghiamo la necessità di interventi, ma perché riteniamo che l’allarmismo utilizzato serva soprattutto a legittimare una precisa direzione politica: ridurre progressivamente il perimetro dell’azione pubblica, esternalizzando servizi e trasferendo costi e compiti dal settore pubblico a quello privato. Si tratta di una scelta politica che dovrebbe essere dichiarata apertamente e discussa come tale e non nascosta dietro calcoli contabili.
Le riflessioni di Rossi ci aiutano a chiarire anche un altro punto centrale: molte delle misure oggi avanzate dal Municipio non costituiscono una strategia strutturale. Le dismissioni patrimoniali, ad esempio, possono avere un senso se inserite in una visione complessiva e se il ricavato viene utilizzato per rafforzare infrastrutture e servizi pubblici. Ma quando diventano uno strumento per fare cassa nel breve periodo, senza una valutazione delle alternative e senza interrogarsi sul valore economico e sociale del patrimonio pubblico nel lungo termine, producono effetti limitati e potenzialmente dannosi. Vendere un bene pubblico non è una soluzione neutra: riduce il patrimonio della città e restringe le possibilità future di intervento.
Lo stesso vale per le esternalizzazioni. Presentarle come una risposta tecnica o gestionale significa ignorarne le implicazioni politiche e sociali. Esternalizzare servizi significa spesso abbassare gli standard, precarizzare il lavoro e spostare i costi su utenti e lavoratori. È una scelta che incide direttamente sulla qualità della vita e che colpisce in modo particolare le fasce più fragili della popolazione. Per noi questo è un punto non negoziabile: la tenuta dei conti non può essere ottenuta sacrificando l’accessibilità e la qualità dei servizi pubblici.
Il nodo delle finanze comunali è quindi, prima di tutto, un nodo di priorità. Le risorse pubbliche non sono infinite e ogni decisione implica una rinuncia. Ma proprio per questo è necessario un dibattito politico onesto su quali obiettivi si vogliono perseguire. Le scelte fatte negli ultimi anni –in particolare in materia di grandi investimenti– hanno ridotto i margini di manovra attuali. I costi del PSE, come quelli del LAC in precedenza, erano noti e prevedibili. Durante la campagna referendaria era stato affermato che il Comune sarebbe stato in grado di sostenere questi investimenti con un aumento contenuto del moltiplicatore (3%). Oggi è legittimo chiedersi se quelle valutazioni fossero corrette e se vi sia stata sufficiente trasparenza nel presentare le conseguenze di lungo periodo.
Questo porta anche al tema delle entrate e della fiscalità, che non può essere continuamente eluso. Il moltiplicatore non può essere trattato come un tabù, né usato in modo rigido e ideologico. In passato è stato aumentato per finanziare investimenti importanti ed è poi stato ridotto in momenti in cui sarebbe stato invece opportuno rafforzare il capitale proprio del Comune. Oggi occorre avere il coraggio di porre la questione in termini chiari: di quante risorse ha bisogno il Comune, per quanto tempo e per quali obiettivi. Allo stesso tempo, Lugano non può continuare a farsi carico da sola di infrastrutture e servizi che servono un intero agglomerato. L’introduzione dei contributi di centralità non è una rivendicazione ideologica, ma una misura di equità istituzionale che non può più aspettare.
Un altro aspetto fondamentale riguarda la visione di sviluppo. Puntare esclusivamente sull’attrazione di pochi grandi contribuenti o su settori altamente volatili non costituisce una strategia solida. La sostenibilità finanziaria di un comune passa dalla capacità di valorizzare il proprio tessuto economico e sociale, di creare lavoro di qualità, di generare competenze e stabilità nel tempo. Senza questa prospettiva, ogni aggiustamento contabile rischia di essere temporaneo.
Le analisi di Rossi mostrano che la situazione attuale era in larga misura prevedibile. Non siamo di fronte a un evento inatteso, ma alle conseguenze di decisioni politiche precise. Per questo riteniamo indispensabile un’assunzione di responsabilità chiara. Governare significa anche riconoscere gli errori, correggere le traiettorie e spiegare con onestà le scelte alla cittadinanza. Alimentare paure o minimizzare le difficoltà sono due facce della stessa rinuncia alla responsabilità politica.
Serve una politica finanziaria rigorosa, fondata su dati e pianificazione, ma orientata alle persone. Una politica che non rinunci al ruolo del settore pubblico, che difenda i servizi essenziali, che investa in coesione sociale e che costruisca uno sviluppo economico sostenibile nel tempo. Questo richiede strumenti adeguati: piani finanziari credibili, scenari di medio e lungo periodo, trasparenza nelle decisioni e un confronto aperto con la cittadinanza.
Il futuro di Lugano non si gioca sulla contrapposizione tra ottimisti e pessimisti, né sull’uso strumentale dei conti pubblici per fini politici di corto respiro. Si gioca sulla capacità di fare scelte consapevoli, di dirne il costo e di assumerne la responsabilità. È su questo terreno che intendiamo continuare il confronto politico: senza scorciatoie, senza allarmismi e senza scaricare sulle generazioni future il prezzo delle decisioni di oggi.