È di ieri l’uscita di Giorgio Giudigi riguardante il futuro del Cardiocentro. Giudici auspica un accordo tra pubblico e privato, in netto contrasto con i risultati della votazione popolare del 5.06.2016 contro la modifica della legge ospedaliera, ovvero contro l’instaurazione di società miste pubblico-private in ambito ospedaliero. Un’interrogazione è stata inoltrata al Consiglio di Stato da Ivo Durisch e Milena Garobbio.
A Lugano il gruppo PS ha inoltrato oggi 31.03.2017 un’interpellanza al Municipio per fare lumi sulle affermazioni di Giudici, che si pongono in netto contrasto, oltre che con il voto popolare, anche con gli accordi di passaggio all’EOC entro il 2020 sulla cui base il Consiglio Comunale ha concesso in autunno 2016 un cospicuo (10’050’000 di franchi!) stanziamento per la partecipazione della Città alla Mizar SA e alla Fondazione Medtech Lugano:
Lo scenario verosimile di questa operazione, unanimemente accettata dai partiti luganesi, era che la Fondazione Cardiocentro Ticino, partner dell’operazione con 5 mio. Fr., confluisse nell’Ente ospedaliero cantonale nel 2020, come prevede lo statuto della Fondazione stessa e soprattutto com’è logico che sia dopo il voto popolare del 5 giugno 2016 dei Ticinesi, che, piaccia o non piaccia, si sono espressi con il 55% di NO contro la modifica della legge sull’Ente ospedaliero cantonale, ossia contro la creazione di società miste pubblico-privato in ambito ospedaliero.
Questo scenario, orientato verso una sanità pubblica, è stato peraltro condiviso anche dal Consiglio di Stato, in una risposta ad una domanda della Commissione della gestione e delle finanze del Gran Consiglio nell’ambito del messaggio governativo 7210, messaggio a favore della concessione di una fideiussione cantonale alla costituenda Mizar SA, accettata dal legislativo cantonale.
Queste le domande inoltrate al Municipio:
- era a conoscenza dell’esistenza dello scenario di una fondazione pubblico-privato al momento dell’elaborazione del messaggio 9511 e della sua discussione nel legislativo?
- Se sì, come mai non ha chiaramente indicato questo scenario al Consiglio comunale di Lugano, prima dell’approvazione del credito di 10’500’000 fr contenuto nel messaggio 9511?
- Intende porre come condizione per la liberazione di tale investimento, che la Fondazione Cardiocentro Ticino debba rispettare il suo statuto ed il voto contro la modifica della legge ospedaliera del 5 giugno 2016, voto con il quale la maggioranza del popolo ticinese si è espressa contro i partenariati pubblico-privato nel settore sanitario?
- Quali passi intende intraprendere per rimettere ordine nella situazione, che genera profonda sfiducia nell’intera operazione e negli attori che devono portarla a buon fine?
Scarica qui il pdf compleo dell’interpellanza.