L’emergenza pandemica e i suoi risvolti economici e sociali si sono abbattuti su un tessuto produttivo cantonale già fragile. Due indicatori statistici lo confermano.

Il reddito medio mensile pro capite ticinese (dato del 2020) è di 1.200 franchi inferiore alla media nazionale, un divario che è in crescita; addirittura, nel periodo preso in esame (2016 – 2018), il reddito mediano ticinese è diminuito del 3,6%, segno di una involuzione economica in atto. E nel quarto trimestre 2020 sono andati persi 10 mila posti di lavoro rispetto al medesimo periodo del 2019. Le indennità per perdita di guadagno e per il lavoro ridotto e gli aiuti alle imprese per i casi di rigore permettono per il momento di contenere la disoccupazione, secondo i criteri OIL in Ticino già sopra il 6%. Molte attività, anche a basso valore aggiunto, lottano per sopravvivere alla crisi.

Ma l’emergenza pandemica ci ha pure mostrato come la riconversione digitale e tecnologica sia ineludibile. Nuove prospettive si aprono in questo campo. La digitalizzazione tocca innumerevoli ambiti: vendita online, servizi e consulenza nei campi più disparati, formazione, intrattenimento, informazione, cultura. Le facoltà di informatica della SUPSI e dell’USI, gli enti di ricerca nell’intelligenza artificiale e le imprese attive nelle tecnologie d’avanguardia vanno ulteriormente incoraggiati con politiche adeguate, per esempio affinando indirizzi di formazione mirati alle necessità emergenti, sviluppando le infrastrutture (connessioni diffuse e performanti), con detrazioni fiscali mirate a favore dell’innovazione. La crisi, dolorosa, ci obbliga ad accelerare la riconversione digitale, un ambito che crea sbocchi professionali qualificati. Prospettive di crescita occupazionale si aprono anche nella svolta sostenibile ed ecologica dell’economia.

Molti giovani ticinesi della diaspora si sono perfezionati nei Politecnici e nelle università d’oltr’Alpe, altrettanti fanno ricerca nei laboratori del polo universitario ticinese. I settori dell’innovazione creano e creeranno sempre più opportunità professionali di alta qualità, ambiti nei quali anche una Città della rilevanza di Lugano deve impegnarsi con lungimiranza. Vanno favorite e incentivate strade di sviluppo che diano prospettive solide, durature e di alto valore aggiunto, se si vuole arginare l’involuzione dei redditi in atto a sud delle Alpi.

Rolf Schürch, candidato alle elezioni comunali a Lugano nella Lista 11 PS – PC – Indipendenti