In vista della manifestazione “Riprendiamoci le città” del 14 settembre pubblichiamo l’intervento in CC (seduta del 13 maggio) di Carlo Zoppi. 

Non ho preparato un discorso e mi sono limitato ad ascoltare le mezze verità, le male informazioni o le imprudenze dette in questa sala, sui media o sui social media inerenti a questo tema. Risponderò punto per punto a quanto emerso e cercherò di rassicurarvi su cos’è questo centro autogestito, così almeno parliamo della medesima cosa.

Voi dite che non pagano nulla e che sono dei parassiti, ma colleghi, noi qui abbiamo la memoria corta perché sappiamo benissimo che, se attualmente gli inquilini dell’autogestione non pagano nulla, è perché c’è un accordo fatto con il vecchio Municipio che prevedeva che non dovevano pagare nulla. E quindi un accordo fatto in tal senso non può essere confutato in questo modo. Voi dite che non c’è dialogo e che non si può parlare con gli autogestiti; ma guardiamoci un po’ in faccia, cari colleghi, quanti di voi hanno sbraitato o parlato sui social media parlando di rimozione e di sgombero, e quanti di voi hanno riempito i vuoti politici tirando in ballo questo tema che era comodo in quel determinato momento? Quante volte il Municipio è andato scomposto ed in maniera scoordinata a parlare con queste persone senza mai dare una alternativa valida e senza mai veramente prenderle sul serio?

Con alcuni membri della Commissione della Pianificazione del Territorio – il sottoscritto ed i colleghi On.li Nicola Schoenenberger e Morena Ferrari Gamba – siamo andati a fare due chiacchiere con gli autogestiti e siamo stati accolti estremamente bene; le perplessità che voi adesso dite sono ed erano anche le perplessità di queste persone del centro autogestito. Perché anche loro si sentivano confuse ed il Municipio non ha mai dato un segnale chiaro di una alternativa valida all’autogestione. Voi dite: “Perché non ridiamo questo spazio ai luganesi?” e “Perché non lo ridiamo alla popolazione?”, ma signori, questi spazi sono già ora dei luganesi ed ogni fine settimana ed ogni sera ci sono centinaia di persone che ci vanno. Persone che magari non sono luganesi che siedono in questo Consiglio Comunale, ma che sono comunque cittadini che pagano le tasse in questa Città; magari vi sono anche i vostri figli, perché loro hanno coraggio e magari hanno una apertura mentale diversa.

Andateci, colleghi, provate ad aprire la mente e vi accorgerete che non è quel posto terribile che pensate o che volete far credere. È un posto aperto e che dà spazio a moltissime associazioni che fanno le prove di teatro e concerti perché non possono pagarsi la retta enorme al LAC. Le associazioni che non hanno soldi dove vanno attualmente a fare attività e concerti se non all’ex Macello? Chi può permettersi di andare al LAC a fare cultura?

Viene anche chiesto “Perché in Centro?” e “Perché non li mandiamo in mezzo ad una valle o in cima ad un monte?” Perché, signori, noi siamo una città svizzera e le città svizzere sono aperte al mondo, alle diversità, alla multiculturalità e alle religioni. Noi abbiamo paura di questi posti? Abbiamo paura di queste persone? Siamo talmente aperti al mondo che mandiamo i nostri concittadini in mezzo ad una valle perché non vogliamo vederli dietro l’angolo? Questo è il coraggio? Questo è veramente il significato di apertura al mondo del quale noi tanto parliamo sui media? È questa la prova di civiltà che vogliamo dare all’esterno? La legge è uguale per tutti, ma pensiamo veramente che il problema del crimine di questa Città sia al centro autogestito?

Il crimine vero in questa Città viene fatto in un raggio di 100 metri da questo palazzo, in palazzi che non sono fatiscenti ma che hanno grandi vetrate e grandi spazi per emergere; è qui che si fanno i veri crimini in questa Città. Guardiamoci in faccia signori, non sono sicuramente questi ragazzi il problema di questa Città. Il rapporto di minoranza di cui sono relatore è un rapporto equilibrato e moderato ed anche non esente da critiche. Non si tratta di fare una difesa ad oltranza ma si tratta di garantire la biodiversità, perché tutti noi siamo diversi e perché se non c’è biodiversità non c’è l’esistenza e questo perché la monocultura porta veramente a disastri. Vi chiedo veramente di provare a pensare oltre ai vostri pregiudizi e stereotipi. Pensate che magari ci sono anche i vostri figli che vanno all’autogestione e magari vi chiederanno “Perché tu hai votato contro all’autogestione?” e “Perché tu accetti che ci siano queste cose?” Pensate un attimo, colleghe e colleghi, per favore. Grazie.