Lugano ha un grande problema: la gestione dei grandi progetti. L’ultimo? Il “Polo Turistico Congressuale” del Campo Marzio Nord (CMN). Il percorso del progetto è sconcertante: due concorsi, contenuti oscuri e modificati continuamente, molti messaggi, decisioni adottate e poi revocate.
Nel 2004, primo concorso per un “Centro congressuale espositivo”. Nel 2005 vengono scelti i vincitori, ma non succede nulla. Nessun investitore si fa avanti per finanziare almeno i contenuti privati (albergo, commerci, appartamenti) e già dal 2006 si ritiene fuori luogo un Centro espositivo al CMN: meglio a Cornaredo assieme al Palazzetto dello Sport, oppure al Pian Scairolo…
Il 9.6.2011 (7 anni dopo) secondo concorso per un “Polo Turistico Alberghiero”, in due fasi. I contenuti “obbligatori” sono: albergo, autosilo, spazi verdi; quelli “auspicati”, strutture congressuali non meglio precisate, negozi, locali di svago; quelli “ammessi”, residenze primarie e secondarie.
L’11.2.2013 (2 anni dopo) il Municipio pubblica il suo primo messaggio. Informa che i 7 partecipanti alla prima fase del concorso sono stati ammessi alla seconda e chiede: la possibilità di cedere ai privati (in proprietà o diritto di superficie) terreni del CMN; una modifica di PR per permettere le abitazioni; un credito per la prosecuzione del concorso e per uno “studio di fattibilità” dei contenuti pubblici da realizzare (centro congressuale, autosilo, area verde, eventuale trasferimento del Casinò). Lo studio dovrà “analizzare gli aspetti tecnici, finanziari, gestionali, operativi, organizzativi e legali”. La Commissione della Gestione propone di conferire subito l’incarico per lo studio, anche per chiarire gli aspetti oscuri e contradditori del messaggio. Il Municipio risponde 8 mesi dopo che è d’accordo: ordinerà lo studio e se sarà il caso rivedrà il suo messaggio. Quello studio, ammesso che sia stato fatto, non è mai stato presentato (ma ne sono arrivati due o tre altri…).
Il 19.1.2017 (4 anni dopo) il Municipio pubblica due nuovi messaggi per un “Polo Turistico Congressuale”. Nel primo comunica di ritirare quello del 2013 e precisa il mandato per la seconda fase del concorso: assicurare a costo zero per il comune (!) il Centro congressuale, l’autosilo e il verde pubblico in cambio della cessione di terreni per l’albergo e le residenze. Pretesa velleitaria: solo 2 dei 7 Gruppi ammessi hanno partecipato. Nel secondo, propone la variante di PR per permettere edifici residenziali al CMN. Il Consiglio Comunale approva i due messaggi (con modifiche al primo).
Il 22.9.22 (5 anni dopo quelle decisioni, 11 anni dopo il secondo concorso, 18 anni dopo il primo) il Municipio, con un nuovo messaggio, chiede la revoca della Variante di PR approvata su sua richiesta e comunica che la seconda fase del concorso si è conclusa senza la designazione di un vincitore, perché i due soli partecipanti non hanno ottemperato alle condizioni. Tuttavia i due (nel frattempo consorziati in uno) ricevono l’incarico diretto (!) di procedere alla progettazione e proposta economica, e poi si vedrà…
Normale gestione di un progetto? Forse, ma solo a Lugano!
Martino Rossi, dal Corriere del Ticino