Sono stata in Ruanda due settimane lo scorso mese di giugno, con mio marito. Abbiamo accompagnato i collaboratori FOSIT nella visita di una quindicina di progetti di cooperazione e sviluppo sostenuti da ONG ticinesi, e anche dal centesimo di solidarietà delle AIL (istituito grazie ad una mozione del 2008 di Raoul Ghisletta).

Il viaggio ci ha dato molti spunti di riflessione. Non sono una che ama scrivere romanzi, però ho tenuto un piccolo diario di viaggio e ho fatto molte fotografie. Ho allora pensato di farne un piccolo racconto a episodi…

di Cristina Zanini

UMUGANDA

Di solito dedico il sabato ai lavori domestici: spese, bucato, pulizie e smaltimento rifiuti, cucina. Se fossimo in Ruanda, una volta al mese dovremmo dedicare il sabato obbligatoriamente a lavori per la comunità, i negozi sarebbero chiusi, le automobili non circolerebbero. Nella giornata UMUGANDA “di servizio comunitario”, che si tiene l’ultimo sabato del mese, tutte le persone dai 18 ai 65 anni sono obbligate a pulire le strade, smaltire rifiuti, sistemare giardini e aiutare persone bisognose. Si tratta di una delle regole imposte dal governo autoritario di questo paese, particolarmente efficiente e sensibile agli aspetti ambientali se confrontato con gli altri paesi africani.

ruanda2

Nella nostra permanenza non abbiamo avuto modo di assistere a questa attività, che sembra risalire ai tempi coloniali. Dai racconti sembra che funzioni abbastanza bene, senza grande indisciplina. È probabile che lo sia veramente. Abbiamo infatti conosciuto un popolo disciplinato, ordinato e pulito nonostante la grande povertà e obbediente ad un presidente-dittatore piuttosto illuminato. Lo stato è organizzato in modo capillare, seppur con pochissimi mezzi: ogni villaggio ha un capovillaggio, un responsabile acqua, una scuola e centro salute, per molte attività vengono costituite delle cooperative.

Continua la prossima settimana…