DI NINA PUSTERLA, CAPOGRUPPO
Da qualche mese a questa parte, improvvisamente a Lugano il tema delle finanze e della loro gestione è tornato ad essere centrale, come se gli ultimi anni di progetti faraonici fossero stati dimenticati. Ad alternarsi nelle affermazioni pubbliche sono allora stati allarmi di catastrofe imminente da un lato e azioni effettive nulle dall’altro, salvo poi dire che “la situazione è seria, ma non drammatica”.
Il Consiglio Comunale, con gli intensi lavori della Commissione della Gestione, ha raggiunto un accordo ragionevole, che ha cercato di dare all’Esecutivo una direzione verso una visione strategica e valoriale e ha individuato degli ambiti in cui la Città potrebbe probabilmente fare meglio, andando incontro a esigenze della popolazione e nel contempo migliorando la sua situazione finanziaria. Soprattutto, il lavoro del CC è stato capace di vincolare il Municipio a preservare la socialità e l’istruzione nelle sue prossime misure di risparmio, e a dimostrazione di ciò ha ottenuto il ristabilimento dell’intero credito relativo al Progetto Primo Impiego.
Nulla si è mosso invece, ed è inquietante, nonostante il tema sia evidentemente spinoso, sul fronte delle entrate: Lugano offre una serie importante di servizi e di offerte che sono la giusta ed irrinunciabile erogazione di una grande città, e tuttavia non sviluppa alcuna riflessione riguardo il costo, legittimo, che questi servizi hanno presso i suoi cittadini, e non ha dunque aumentato nessun moltiplicatore, né per le persone giuridiche né per le persone fisiche. Lugano, alle prese con una situazione finanziaria che necessita di costante monitoraggio e di azioni di risanamento, ha deciso di agire con i soli tagli alle spese, senza toccare le entrate.
Ciò che allora preoccupa è l’inguaribile passione di Lugano per i progetti faraonici e la sua refrattarietà invece ad occuparsi di medio-piccoli investimenti che rispondano alle esigenze dei suoi cittadini, la sua incapacità di intervenire con miglioramenti ed accorgimenti invece di pianificare enormi costosi rifacimenti od edificazioni. Con il prospettato taglio agli investimenti, presumibilmente applicato sia su progetti nuovi che su crediti già votati dal CC, sarà fondamentale vigilare affinché i necessari investimenti in ambito sociale (asili nido, sostegno ai giovani, sostegno all’occupazione), pianificatorio (parchi e zone verdi, luoghi di aggregazioni, trasporti pubblici, piste ciclabili) e culturale (spazi e risorse per la cultura alternativa) non restino fermi al palo ma anzi vengano portati avanti: che la Città concretizzi piccole importanti azioni per i suoi cittadini, tutti, e lasci da parte i grandi progetti per attrarre turisti e grossi contribuenti; a fare le spese del terrorismo da tagli alla spesa non possono essere le situazioni fragili, né tutti coloro che non hanno le forze o le possibilità per reagire, né le minoranze sottorappresentate nei consessi politici, appartenenti tutte e tutti, e con diritto pieno, alla collettività luganese in cui noi tutti viviamo.