Replica alle lezioni di civica del sindaco Foletti

Di Aurelio Sargenti (da naufraghi.ch)

Su «Il Mattino» della domenica 27 marzo u.s. è apparso un articolo firmato “Michele Foletti, sindaco di Lugano”. L’autore, cioè il “sindaco di Lugano”, ha sferrato un violento e scomposto attacco alla prima cittadina, la presidente del Consiglio comunale Tessa Prati, rea di essere la prima firmataria di una interrogazione che pone, legittimamente e con educazione, alcune domande al Municipio sul ‘Plan B’, cioè sul rapporto di stretta collaborazione tra Lugano e Tether per trasformare la città nella capitale Europea delle crypto. Un simile atto parlamentare è stato trasmesso all’esecutivo anche dal PLR.

Il signor sindaco Michele Foletti, dopo aver informato i suoi fedeli lettori che i consiglieri comunali liberali e socialisti hanno saputo porre delle domande scritte al Municipio solo grazie all’aiuto del motore di ricerca Google, bontà sua, accusa la presidente del Consiglio comunale di non «aver mai capito il ruolo di prima cittadina della nostra comunità»; «di non essere mai stata capace di elevarsi sopra le  parti»; «di essere un’ attivista di sinistra e un’ultras dei molinari» e, infine,  di «usare la carica di primo cittadino di Lugano per fare propaganda politica e ideologica». Tanta grazia.

Al signor sindaco Foletti, che in passato (come lui stesso ci rammenta) «ha presieduto due volte la commissione gestione e finanze del Gran Consiglio,  che ha presieduto il Consiglio comunale di Lugano e il Gran consiglio con l’approvazione di tutti [lo dice lui] per l’equilibrio dell’operato», ricordo che la carica che ha assunto richiede prudenza nell’esprimere opinioni e grande equilibrio, lo stesso equilibrio che egli accusa non esserci nell’agire della presidente del Consiglio comunale. Come dire: cerchi la pagliuzza nell’occhio della prima cittadina, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio!

C’è del nervosismo sulla plancia di comando della barca municipale che bordeggia il lungo lago di Lugano in attesa di approdare su immaginifiche spiagge cittadine: ravvedimento?

Signor sindaco, lei certamente farà quello che è giusto per noi, che sappiamo poco;  ma, di grazia, permetta che noi non ci fidiamo di lei e continuiamo a vivere così. Certo lei “ci metterà la faccia”.