Segnaliamo qui la presentazione di un’interessante esposizione organizzata da Amnesty International in collaborazione con CSIA – Centro Scolastico per le Industrie Artistiche, Fondazione per i Diritti Umani, Associazione Archivi Riuniti delle Donne Ticino.

La madre fa politica!

Viaggio per immagini nel suffragio femminile in Svizzera

dal 13 gennaio al 11 febbraio 2017, Biblioteca Cantonale di Bellinzona

Le donne svizzere hanno dovuto percorrere una strada irta di ostacoli prima di poter, finalmente, esprimere il proprio voto nell’urna elettorale ed essere scelte dal popolo quali sue rappresentanti. Un percorso che è necessario ricordare per non dimenticare che i diritti sono speso acquisiti solo dopo una lunga lotta.

Una selezione di 17 manifesti, allestiti per l’occasione dagli studenti del corso propedeutico presso il Centro Scolastico per le Industrie Artistiche (CSIA, Lugano), coordinati da Guido De Sigis, permette di ripercorrere la battaglia in immagini tra fautori e contrari(e) al diritto di voto ed eleggibilità per le donne svizzere.

Una lotta, quella delle cittadine svizzere per la conquista del diritto di voto ed eleggibilità, che è durata oltre un secolo. Campagne condotte in gran parte a livello locale, con la prima votazione popolare a Ginevra nel 1920, quando l’idea della donna elettrice e candidata fu respinta.

Altre votazioni seguirono in tutto il paese, ma i cittadini maschi non erano ancora pronti per concedere alle loro concittadine il diritto di entrare attivamente in politica, forse preoccupati di essere abbandonati a casa, a occuparsi della prole.

Dopo una prima consultazione a livello federale nel 1959, e un ennesimo “NO”, le cittadine svizzere continuarono a battersi e impegnarsi. Importanti vittorie si registrarono a livello cantonale, con l’introduzione del suffragio femminile nei Cantoni Vaud e Neuchâtel (1959) e Ginevra (1960), seguiti da Basilea Città (1966) e Campagna (1968), come pure dal Ticino (1969).

Il dibattito scende anche per strada dove, dai muri, i manifesti portano la richiesta di donne che chiedono di essere tenute „fuori dai giochi“, appelli a proteggere la donna dai partiti, e in fine Elvezia, che incoraggia a includere le donne nella vita politica per mantenere il paese “giovane e vivo”.

Finalmente la storica vittoria del 7 febbraio 1971: le cittadine svizzere ottengono il diritto di voto ed eleggibilità a livello federale. 53 anni dopo le cittadine tedesche, con 27 anni di ritardo sulle francesi e 26 sulle italiane.

Nel corso della vernice, venerdì 13 gennaio alle 18.30, Susanna Castelletti, storica e attiva nell’Associazione Archivi Riuniti delle Donne Ticino, presenterà l’esposizione.  

L’esposizione sarà aperta fino a sabato 11 febbraio 2017 secondo gli orari della biblioteca.

 

Un’iniziativa di Amnesty International in collaborazione con:

CSIA – Centro Scolastico per le Industrie Artistiche

Fondazione Diritti Umani

Associazione Archivi Riuniti delle Donne Ticino

 

Per informazioni:

Sarah Rusconi, portavoce Amnesty International, 079 689 54 13
Responsabile comunicazione

Amnesty International
Sezione Svizzera
Via Curti 19 a
6900 Lugano