Dopo il bel risultato ottenuto in settembre la prossima sfida politica è in corso: alle votazioni federali del 29 novembre siamo chiamati a votare su due importanti iniziative popolari, che sono sostenute con convinzione dal Partito socialista.

Sì all’iniziativa per multinazionali responsabili

Questa iniziativa chiede un’ovvietà: se imprese come Glencore, LafargeHolcim o Syngenta avvelenano fiumi oppure violano i diritti umani, devono rispondere delle loro azioni. Nel concreto ciò significa che le multinazionali aventi sede in Svizzera sono responsabili, in virtù del diritto civile, delle violazioni dei diritti umani o delle norme ambientali perpetrate dalle imprese che esse controllano all’estero, a meno che riescano a dimostrare di aver compiuto il proprio obbligo di dovuta diligenza. Una regola equa nei confronti delle multinazionali che effettuano i controlli in modo corretto, che hanno quindi la possibilità di liberarsi da ogni responsabilità. L’iniziativa è sostenuta da un’ampia coalizione, di cui fanno parte 130 organizzazioni provenienti dall’ambito della politica di sviluppo, dei diritti umani, dei diritti delle donne, della protezione dell’ambiente, delle Chiese, ma anche dei sindacati e degli azionariati:

www.iniziativa-multinazionali.ch.

Votiamo Sì contro lo strapotere delle multinazionali.

Sì all’Iniziativa contro i commerci bellici

Nel business sanguinario della guerra circolano anche miliardi di soldi svizzeri: per il solo 2018 istituti finanziari elvetici come la Banca Nazionale, Credit Suisse e UBS hanno investito almeno 9 miliardi di dollari statunitensi nella produzione di armi atomiche, ciò che corrisponde a 1’045 dollari per ogni cittadina e cittadino della Svizzera. L’iniziativa contro i commerci bellici vuole vietare che soldi svizzeri vengano usati per finanziare i produttori di materiale bellico. Quale paese ricco e una delle principali piazze finanziarie la Svizzera ha un’importante responsabilità. Votiamo Sì all’iniziativa contro i commerci bellici per contribuire a rendere il mondo più pacifico.

Firma la petizione contro il megautosilo alla stazione FFS!

A Lugano c’è chi vive ancora nel XX secolo e pensa che il progresso sia dato da più auto, più aerei, più costruzioni. La maggioranza dei politici di Lugano non ha ancora capito che ci vuole un riorientamento sostenibile dell’economia e dello sviluppo. Questo caso è emblematico. È da 30 anni che chiediamo di fermare il traffico pendolare ai confini dell’area urbana, attestandolo nei posteggi park and ride: insomma vorremmo meno traffico pendolare e più qualità di vita per gli abitanti della città (che stanno diminuendo in modo preoccupante negli ultimi anni).

Tra poco verrà aperta la Galleria di base del Ceneri (cui seguirà il progetto tram-treno) e finalmente Cantone e Comuni metteranno in atto un investimento per i trasporti pubblici in Ticino mai visto: 461 milioni di franchi nel quadriennio, che permetteranno di arrivare alla stazione di Lugano in bus e prendere il treno dalle 6 del mattino, come pure di ritornare in treno e prendere il bus per le zone periferiche fino alle 20 (fino alle 24 il bus per le zone urbane).

È quindi una vera pazzia voler costruire un autosilo da 400 posti alla stazione, quando gli studi dicono che ne basta uno da 140: una pazzia ambientale che va a colpire gli abitanti dei quartieri già martoriati dal traffico e una pazzia finanziaria che costa al contribuente 26 milioni di franchi.

Firma la petizione su change.org

Raoul Ghisletta, presidente PS Lugano