Nei giorni scorsi alcuni di voi hanno trovato nelle buche delle lettere dei volantini distribuiti dall’MPS per la raccolta delle firme contro la legge sulla riforma delle pensioni delle/dei Consiglieri di Stato. Come Partito socialista abbiamo chiesto a più riprese, dapprima con interventi parlamentari e poi con un’iniziativa popolare, di correggere il privilegio di cui beneficiano i Consiglieri di Stato a livello pensionistico. Questo nostro lavoro ha dato i suoi risultati nel progetto di legge approvato dal Gran Consiglio a larghissima maggioranza contro il quale l’MPS ha lanciato il referendum. Come Partito socialista siamo da sempre molto attenti a combattere le disuguaglianze e rafforzare la coesione sociale, anche con proposte nell’ambito della crisi sociale ed economia. Temi ai quali va certamente la priorità del nostro lavoro politico.

Molte delle informazioni che trovate sul volantino sono false! Vogliamo quindi smascherare le bugie dell’MPS e ribadire che la riuscita del referendum porterebbe unicamente al mantenimento dello stato di privilegi attuale e impedirebbe l’assoggettamento dei Consiglieri di Stato all’IPCT come per i funzionari dell’Amministrazione cantonale.

Ecco di seguito le nostre risposte alle bugie dell’MPS

  • Con la nuova legge le/i Consiglieri di Stato verranno finalmente affiliati alla cassa pensione, ne pagheranno i contributi e riceveranno le prestazioni dalla stessa esattamente come un qualsiasi dipendente dell’amministrazione cantonale.
  • Gli attuali Consiglieri di Stato non sono stati assoggettati alla nuova legge perché sarebbe illegale: i Consiglieri di Stato sono stati eletti con quelle condizioni ed è, volenti o nolenti, un loro diritto mantenerle. Questo aspetto non potrebbe cambiare nemmeno con una nuova legge, far credere il contrario da parte dei promotori del referendum non è corretto!
  • Il salario netto delle/dei Consiglieri di Stato non aumenterà. Lo stesso sarà pari 6.5 volte il salario minimo previsto oggi per i dipendenti dello Stato
  • Come ha anche reso noto il quotidiano laRegione, la commissione della Gestione ha confermate che, con il nuovo regime, le rendite pensionistiche delle/dei Consiglieri di Stato saranno inferiori rispetto a quelle precedenti.
  • L’indennità di uscita per i Consiglieri di Stato a fine carriera sarà di poco superiore (270% del salario dopo 12 anni) all’indennità di uscita già oggi in vigore per gli alti funzionari dello Stato (220%).
  • Con l’entrata in vigore della nuova legge il risparmio per il Cantone Ticino sarà milionario! Abbiamo paragonato, a medesime condizioni di uscita, la spesa per lo Stato con la vecchia e la nuova legge, basandoci su 12 anni di carica e senza riduzione delle prestazioni. Il risparmio per lo Stato sarà il seguente:
    – Consigliere di Stato di 50 anni a fine carica, con indennità di uscita: risparmio di 3,6 milioni
    – Consigliere di Stato di 55 anni a fine carica, con indennità di uscita: risparmio di 2,8 milioni
    – Consigliere di Stato di 60 anni con reddito di uscita: risparmio di 2,1 milioni

vi invitiamo a non firmare per questo referendum fuorviante che di fatto manterebbe il vecchio regime. Non è vero, come ha affermato Matteo Pronzini al Quotidiano del 16 novembre che “per 10 anni non ci sarebbe cambiamenti in Consiglio di Stato, per cui ci sarebbe tutto il tempo per proporre una nuova legge”. Manuele Bertoli ha già annunciato di essere all’ultima legislatura e forse altri Consiglieri di Stato potrebbero lasciare. Nella migliore delle ipotesi questo referendum manterrebbe anche per i nuovi eletti il sistema di privilegio! Questa riforma è il frutto di anni di lavoro e i partiti borghesi, in caso di riuscita del referendum, non tornerebbero sicuramente al tavolo delle trattative. Ora è venuto il momento di applicare questa nuova legge per avere così la possibilità di migliorarla!

Qui di seguito trovate il nostro argomentario per chiarire, a chi avesse dei comprensibili dubbi leggendo il titolo fuorviante del referendum del MPS, come sta realmente la situazione: