di Comitato Stop olio di palma
Il 20 dicembre 2019 il Parlamento svizzero ha approvato l’accordo di libero scambio con l’Indonesia, nonostante la massiccia deforestazione, anche tramite incendi, lavoro minorile e forzato, uso di pesticidi tossici e sfollamento di migliaia di piccoli agricoltori e indigeni.
Il Consiglio federale ha fissato uno standard di importazione RSPO Segregated, ma i fatti dimostrano che questa certificazione non offre garanzie sufficienti: le linee guida della RSPO Segregated non impediscono la distruzione delle torbiere e delle foreste pluviali tropicali ricche di biodiversità. Infine i pesticidi altamente tossici possono continuare ad essere utilizzati.
L’accordo introduce anche una liberalizzazione del settore bancario, oltre a una più rigorosa protezione della proprietà intellettuale sui brevetti di farmaci e soprattutto sulla protezione delle varietà vegetali per le sementi, che favorirà le aziende globali. Per il consigliere nazionale Nicolas Walder (Verdi – GE) “Questa ordinanza è largamente insufficiente a mitigare gli effetti negativi di questo accordo. Le disposizioni sulla protezione dei brevetti renderanno più difficile l’accesso alle sementi e aumenteranno il prezzo dei medicinali per la popolazione indonesiana. Inoltre non ci sono sanzioni per le violazioni dei diritti umani. Questo è irresponsabile“.
Ci opponiamo quindi a un accordo di libero scambio con l’Indonesia, che ci viene venduto come sostenibile. Vogliamo invece che sicurezza sociale e condizioni di lavoro eque siano garantite, che l’ambiente e soprattutto la foresta tropicale siano protetti e che il suolo e la gente siano rispettati. L’accordo di libero scambio non è convincente, per questo osiamo l’impossibile e lanciamo il primo referendum contro un accordo di libero scambio in Svizzera. No all’accordo di libero scambio con l’Indonesia!