REFERENDUM CANTONALE

La maggioranza del Gran Consiglio ha respinto il rapporto del PS, che proponeva una transizione ordinata e ragionevole dell’Aeroporto di Lugano verso una gestione privata finanziariamente autosufficiente e orientata all’aviazione generale (voli privati, aerotaxi, scuola di volo), non essendo più sostenibili i voli di linea (già soppressi da ottobre).

Il PS proponeva che il Cantone -detentore di 1/8 del capitale azionario di Lugano Airport SA- prendesse a suo carico 1 mio. Fr degli 8 milioni necessari per assicurare la transizione senza fallimento (rimborso dei debiti, copertura dei costi della transizione) e garantire il ricollocamento dei dipendenti non più occupabili dopo l’abbandono dei voli di linea.

La maggioranza del Parlamento cantonale ha invece approvato a favore dell’Aeroporto un credito di 3,32 milioni Fr, che si aggiungono ai 40 milioni di denaro pubblico già stanziati dal 2006 al 2018: contro questo credito esagerato per un aeroporto in situazione fallimentare il PS ha deciso di lanciare il presente referendum.

Il PS ha proposto un piano sociale per il ricollocamento dei dipendenti (una cinquantina) che non potranno più essere occupati nell’aeroporto senza i voli di linea; ha pure chiesto che il Comune di Lugano e il Cantone assicurino ai dipendenti l’inserimento lavorativo nelle loro amministrazioni, enti pubblici e aziende da essi sussidiate in caso di mancanza di alternative.

Per tutti questi motivi vi invito a firmare il referendum cantonale, che sarà diffuso a partire dal 8 novembre 2019.

Raoul Ghisletta, presidente PS Lugano e granconsigliere