Subito dopo le aggregazioni con i comuni periferici, per fare di Lugano una vera città, il Municipio intendeva unificare i piani regolatori. Se inizialmente sembrava esserci il giusto impulso per farlo, la progettualità si è pressoché interrotta: il Municipio si è dimostrato inadempiente e ha disatteso i suoi obblighi. Nel frattempo il territorio si imbruttisce e la società civile si sostituisce al comune nel difendere i principi di una pianificazione contemporanea rispettosa del territorio e delle sue risorse.

15 anni fa: le aggregazioni
Con le aggregazioni di Lugano del 2004, 2008 e 2013 nasceva una delle più grandi città della Svizzera, con un’estensione territoriale di 75,81 km2 e una popolazione di 65’000 unità. Non era solo questione di cifre: “ne va anche dell’immagine della città, una locomotrice che non può rallentare”, disse allora il suo sindaco. I comuni periferici aggregati, e ormai diventati “quartieri”, avrebbero permesso l’espansione urbana portando in dote vaste superfici di terreno edificabile e, in cambio, avrebbero ottenuto servizi di qualità e un moltiplicatore d’imposta favorevole.

5 anni fa: una nuova legge federale, un piano di indirizzo comunale (masterplan)
Nel 2014 entrava in vigore la nuova Legge sulla pianificazione del territorio (LPT), varata con lo scopo di arginare l’utilizzazione eccessiva del suolo e la speculazione fondiaria1. Confrontato con una nuova realtà sia territoriale che normativa, il Municipio decise, nel 2015, di realizzare un nuovo Piano Regolatore “unitario e coordinato, con obiettivi e indirizzi comuni che terranno conto nella loro attuazione del contesto e delle caratteristiche di ogni quartiere”2. Il progetto, prima di rivedere i singoli Piani Regolatori dei quartieri aggregati, prevede l’elaborazione di un masterplan con valenza di piano direttore comunale. Il relativo credito è stato accolto dal Consiglio Comunale nel maggio 2017, con i seguenti vincoli:

  • il masterplan deve tenere conto di un decalogo di criteri qualitativi legati allo spazio pubblico, alla tutela del patrimonio, ai servizi e al contenimento delle residenze secondarie;
  • la stesura di un rapporto semestrale indirizzato al Consiglio Comunale sullo stato di avanzamento dei lavori, inclusivo di considerazioni sugli aspetti ambientali, della mobilità, dell’urbanizzazione, del programma di informazione, coinvolgimento e consultazione della popolazione, sulle tempistiche e su eventuali criticità operative e finanziarie;
  • la modifica nel breve tempo del Regolamento comunale affinché il masterplan sia sottoposto al legislativo per approvazione;
  • la scadenza del credito al 31.12.2018.

Oggi: risoluzioni disattese, si continua a costruire in base a norme vetuste
Ora il credito è scaduto, non sono stati redatti rapporti sullo stato dei lavori, il regolamento comunale non è stato modificato e il decalogo pare dimenticato. Non esiste una prospettiva temporale per la conclusione dei lavori del masterplan e tantomeno per l’entrata in vigore di un piano regolatore unitario. Nel frattempo rimangono in vigore i vecchi Piani Regolatori nei quartieri, spesso eccessivamente generosi, irrispettosi dei principi di “unitarietà e qualità urbanistica”, non allineati con l’obiettivo “di un ordinamento pianificatorio complessivo e coordinato per l’intera città”2 e tantomeno con l’obiettivo di frenare la dispersione insediativa e il consumo eccessivo del suolo definiti dalla legge federale. Il Comune di Lugano continua a rilasciare licenze edilizie in base a regole vetuste, rendendosi complice dell’urbanizzazione disordinata, della dispersione degli insediamenti e dell’imbruttimento del paesaggio. Non sorprende quindi il recente aumento delle opposizioni a domande di costruzione e dei ricorsi a licenze edilizie da parte di singoli cittadini e delle organizzazioni della società civile ai quali viene, in qualche sorta, demandato il compito di vegliare sul rispetto dei principi esposti in precedenza. Per guadagnare tempo si potrebbero istituire delle zone di pianificazione nei comparti particolarmente sensibili, cosa che il Municipio non pare essere disposto a fare.

Per ulteriori informazioni: Nicola Schoenenberger, Consigliere Comunale, 079 280 22 52