La Regione (15.10) ha affiancato alla cronaca dell’incontro stampa del comitato contrario al PSE del Municipio la replica dei fautori. Il loro lungo contributo confonde le idee. Tentiamo di fare un po’ di chiarezza.
L’oggetto del voto è l’accordo fra la Città, l’immobiliare HRS e Credit Suisse, che impedisce un vero Polo sportivo a Cornaredo e penalizza l’interesse pubblico a favore di quello privato, per due motivi.
Il primo: concede per 90 anni ai privati 32’500 mq di terreni pubblici (equivalenti a quattro campi di calcio) oggi destinati allo sport (atletica e calcio) per investimenti redditizi in uffici, servizi, residenze, autosili. Ne consegue la necessità di una nuova pista di atletica (10 Mio Fr.) e del trasferimento del calcio giovanile e popolare (FC Rapid e altre squadre) al Maglio di Canobbio: con una nuova spesa di 41 Mio (oneri finanziari inclusi, senza i costi già sopportati) e in più i disagi e le spese degli spostamenti al Maglio.
La seconda. I partner privati offrono una contropartita avvelenata. Anticipano (non assumono!) i 167 Mio. Fr. del nuovo stadio e del Palazzetto dello sport, da rimborsare in 27 anni, e incassano in quel periodo 62 Mio di interessi a tassi esorbitanti (2.38% per lo stadio, 3.08% per il Palazzetto): 15-20 volte più elevati dello 0.15% ottenuto da Lugano nel 2020 per un prestito obbligazionario di 140 Mio a scadenza di 50 anni. È una pretesa che si aggiunge al privilegio di sfruttare i terreni di cui si è detto versando in quei 27 anni solo 25 Mio di diritti di superficie. Ricapitolando (dati ufficiali): 280 Mio di spese, 25 di incassi, spesa netta di 255 Mio; non di 229 come indicato dai fautori del PSE bicefalo (Cornaredo e Maglio).
I fautori del PSE s’inventano poi che i contrari proporrebbero un progetto incompleto che costerebbe 252 Mio Fr. Incompleto? La soluzione auspicata mantiene la pista d’atletica e il vecchio campo di calcio (da dedicare agli allenamenti del FC Lugano), vi affianca il nuovo stadio e il Palazzetto dello sport, mantiene i campi di Cornaredo sud disponibili per i giovani, il Rapid e altre squadre. Non sono quindi più necessari i 41 Mio per lo sviluppo del Maglio e i 10 per la nuova pista d’atletica. La revisione degli interessi pretesi dai partner (o il ricorso al mercato dei capitali) permette di risparmiare altri 33 Mio (con un interesse dell’1.25%). Minor spesa, dunque, di 84 Mio e mancato incasso di 25 Mio di diritti di superficie: il saldo è di 59 Mio di risparmio netto per un polo sportivo più completo, che costerà quindi 196 Mio e non 252 come inventato dai fautori del PSE.
Ma non è tutto. L’accordo contestato prevede che le finiture dalla torre per l’amministrazione comunale e del blocco servizi per la polizia siano a carico della Città: 12 Mio Fr., oneri finanziari inclusi. Poiché gli investimenti extra-sportivi a Cornaredo cadono, anche questi milioni non saranno spesi. Globalmente, il minor costo del PSE è dunque ampio (71 Mio) e una sua parte può essere utilizzata per restauri e migliorie.
“Si allo sport”, dunque, ma proprio per questo, e perché i soldi dei cittadini vanno utilizzati con rigore, No all’accordo della Città con partner troppo pretenziosi, in favore di un vero Polo sportivo più completo e inclusivo.
Martino Rossi, membro del comitato “NO al PSE del Municipio”