Ben venga che a prevalere sia il desiderio di costruire un futuro per nuove esperienze e nuovi spazi, pensando in particolare (ma non solo!) a quelli che dovranno essere dedicati alla cultura indipendente, da troppo tempo dimenticata o forse proprio non considerata.
Come gruppo condividiamo il fatto che per costruire qualcosa di nuovo sia necessario rimuovere le macerie che da quasi 5 anni fanno mostra di loro lungo il Cassarate.
Ci auguriamo tuttavia che la rimozione delle macerie visibili non si accompagni con la rimozione della memoria: la ferita che Lugano ha subito nella sua sensibilità e nel suo tessuto urbano è ancora aperta, e tale resterà finché le istituzioni non si confronteranno con essa e non impareranno ad affrontare il dissenso, caposaldo di una sana democrazia.
Andare avanti, seppure per fare meglio, non può infatti voler dire dimenticare, né rinunciare a fare chiarezza; non per le cittadine e i cittadini, non per noi membri del Legislativo, e non per i membri dell’Esecutivo, che per il loro ruolo hanno delle responsabilità politiche ed etiche che vanno oltre a quelle meramente giuridiche, che non sta a noi giudicare.
Nina Pusterla