Lo scorso 10 luglio il Municipio di Lugano ha risposto evasivamente alla richiesta del PS Lugano di sostenere la riforma della scuola dell’obbligo, proposta dal messaggio 7704 del Dipartimento educazione cultura e sport, diretto da Manuele Bertoli. Il PS Lugano aveva formulato questo invito all’esecutivo nell’interrogazione 1134 del 7 luglio 2020. Con una risposta molto vaga il Municipio ha perso l’occasione di profilarsi per il miglioramento delle condizioni d’insegnamento nelle scuole comunali.

La riforma è rimasta in bilico tutta l’estate a causa di resistenze provenienti da una parte dei Comuni, anche se i costi vengono assunti quasi interamente dal Cantone. Ma finalmente è stata approvata all’unanimità dalla Commissione formazione e cultura lunedì 31 agosto, in concomitanza con la riapertura dell’anno scolastico: ed andrà al voto finale in Gran Consiglio il 21 settembre.

La riforma prevede per la scuola dell’infanzia che nelle sezioni con più di 20 allievi sarà presente un docente di appoggio almeno a metà tempo e per tutto l’anno scolastico. Bisognerà però attendere un paio di anni per avere sufficienti docenti d’appoggio: sono infatti interessate dal cambiamento ben il 40% delle sezioni di scuola dell’infanzia.

Per la scuola elementare nelle sezioni monoclasse con più di 22 allievi, nelle sezioni biclasse con più di 20 allievi e nelle sezioni con tre o più classi sarà presente un docente di appoggio almeno a metà tempo e per tutto l’anno scolastico, che coadiuverà il docente titolare, tenendo eventualmente anche le lezioni di materie speciali.

Infine le sezioni della scuola media, salvo casi di forza maggiore, non dovranno avere più di 22 allievi a partire dall’anno scolastico 2021/22. Pure dal 2020/22 entreranno in vigore maggiori sgravi orari per i docenti di classe di III e IV. Infine già da quest’anno si introducono 2 ore di laboratorio (insegnamento a classe dimezzata) in italiano in I classe, 2 ore di laboratorio in I e II classe a matematica e 2 ore di laboratorio in II classe a tedesco.

Dopo la bocciatura della Scuola che verrà e dopo tante proposte parlamentari della sinistra è questo un passo avanti importantissimo per la qualità e l’equità della scuola dell’obbligo in Ticino: un passo che a regime avrà un costo annuo di 19 milioni di franchi (10 per la scuola comunale, 9 per la scuola media).