La maggioranza di centrodestra del Parlamento, nella sessione del 7 maggio scorso, ha respinto una mia mozione, che chiedeva di internalizzare i servizi di sicurezza e di pulizia presso gli uffici e le strutture cantonali. Scopo della mozione era combattere i rischi di infiltrazione, furti e fughe di informazioni che possono avvenire nel caso di ditte esterne operative presso gli uffici e le strutture dello Stato, ditte che impiegano sovente personale fluttuante e poco controllabile. Inoltre si voleva garantire condizioni di lavoro socialmente decenti: salari adeguati, contenimento dei contratti su chiamata, copertura adeguata delle assicurazioni sociali, attuazione del principio costituzionale della parità dei sessi. Si tratta di rendere questi impieghi attrattivi per il personale residente in Ticino e di consolidare un po’ i redditi dei ceti medio bassi.

Lo scandalo Argo 1 ha messo in evidenza le pesanti irregolarità di un’agenzia di sicurezza operante presso una struttura statale e l’assenza di controllo da parte dello Stato. Al di là di questo fatto, vi sono ragioni di politica economico-sociale per internalizzare i servizi di sicurezza e di pulizia attivi presso lo Stato. Le rassicurazioni del messaggio del Governo e del rapporto di maggioranza parlamentare sulla citata mozione sono polvere negli occhi: in particolare va sottolineato come un conto è applicare un salario orario minimo e un altro conto è garantire al lavoratore e alla sua famiglia un salario minimo mensile dignitoso e costante nel tempo. È troppo facile, e fondamentalmente antietico, scaricare il rischio aziendale dall’impresa al lavoratore su chiamata: io penso che ogni lavoratore abbia il diritto costituzionale ad un salario che gli garantisca di vivere dignitosamente. Regolarmente le ditte di pulizie e di sicurezza private impiegano lavoratori su chiamata, costringendoli ad una scandalosa situazione di insicurezza e di precariato, che è contraria ai diritti dell’uomo.

A livello cittadino PS-Verdi lo scorso 3 marzo hanno presentato la mozione “Meno esternalizzazioni a Lugano per garantire condizioni di lavoro attrattive per i residenti”. La mozione ha come obiettivo di frenare le esternalizzazioni e di far riesaminare da parte del Municipio e degli enti partecipati dalla Città le esternalizzazioni di servizi già effettuate negli scorsi anni, procedendo se possibile –ossia se non indispensabile dal profilo tecnico ed economico– ad un’internalizzazione dei servizi alla scadenza dei mandati. Affaire à suivre.