Giovedì 2 ottobre a Lugano, come a Zurigo, Ginevra, Berna, Lucerna, Sion, Roma, Barcellona, Parigi, Dublino, L’Aia, Bruxelles e in una marea di altri luoghi, dai piccoli centri alle grandi capitali, le persone di ogni credo e appartenenza politica sono scese in strada per manifestare solidarietà ai militanti civili e pacifisti che a bordo delle imbarcazioni della Freedom Sumud Flotilla hanno provato a portare cibo e medicamenti, ma soprattutto umana vicinanza, alla popolazione massacrata e affranta di Gaza. Si manifestava solidarietà, a loro e alla popolazione civile della Striscia, e si esprimeva sdegno per l’immobilismo politico dei governi occidentali, quello svizzero in primis, che non hanno fatto nulla per difendere e sostenere l’iniziativa pacifica ed umanitaria dei loro cittadini. Le manifestazioni del 2 ottobre, e poi ancora del 9, facevano seguito a quelle di fine settembre, che pur senza la potenza di uno sciopero generale come quello italiano hanno visto sfilare sotto la pioggia di Bellinzona migliaia di giovani, di cittadine e cittadini, di famiglie, di nonni e nonne.
Le prese di posizione pubbliche da parte di singoli e di gremi, le lettere accorate ai giornali, un collettivo senso di umanità rotta e affranta e di profonda impotenza di fronte allo sfacelo hanno caratterizzato le ultime settimane, in tutta Europa e in tutto il mondo. Tra questi, molte scuole, di ogni ordine e grado, si sono pubblicamente espresse in merito alla sofferenza umana della popolazione civile di Gaza, e molte altre certamente lo faranno, nonostante gli sviluppi di possibile pace.
Ecco perché la lettera del Municipio di Lugano inviata al DECS e diretta contro il Collegio docenti delle Scuole Medie di Viganello – che si era espresso a metà settembre, quando in tutto il mondo, chi dubbioso chi convinto eppur tutti sollevati dal prospettarsi di un cessate il fuoco – ha dell’incredibile e del vergognoso: è una lettera fuori tempo, fuori luogo, fuori tema. Inopportuna nei confronti della sensibilità e della sofferenza collettiva e del diritto di parola dei cittadini di questo Stato democratico, incoerente con le proprie decisioni precedenti (è del 28 maggio la sua adesione all’iniziativa lanciata da Ginevra e Losanna e diretta al Governo Federale, con cui moltissimi comuni e cantoni avevano chiesto una presa di posizione e di condanna nonché un intervento per risolvere la crisi umanitaria in atto), incompetente perché fuori dai propri ambiti di competenza (le scuole medie sono ancora di pertinenza cantonale).
I gruppi La Sinistra e Verdi e indipendenti in Consiglio comunale a Lugano deplorano e denunciano questo agire della maggioranza di destra del Municipio, che pure dovrebbe recepire le preoccupazioni della propria cittadinanza: a Lugano, città che storicamente non è certo posizionata a sinistra, giovedì 2 ottobre parecchie centinaia di persone si sono spontaneamente radunate in piazza con un preavviso di sole 24 ore, centinaia di persone che hanno marciato per chiedere che il nostro Governo aiutasse e sostenesse, fattivamente, i nostri pacifici concittadini aggrediti illegalmente da un governo straniero in acque internazionali. La Sinistra e Verdi e indipendenti denunciano inoltre l’ingerenza della maggioranza del Municipio di Lugano nelle discussioni e decisioni di un gremio democratico, libero e pensante come quello di un Collegio docenti, che oltretutto ha come mandato dal Cantone quello di “favorire nelle allieve e negli allievi lo sviluppo di una personalità autonoma, l’acquisizione di competenze sociali e del senso di responsabilità verso il prossimo e verso l’ambiente.” (Piano di Studio della Scuola dell’obbligo ticinese, p. 14).
Non è la prima volta che una maggioranza del Municipio di Lugano manifesta problemi con l’autonomia di pensiero e il dissenso. Questa volta però la maggioranza di destra si palesa di fatto come una minoranza dissonante.
Per La Sinistra e per Verdi e indipendenti
Nina Pusterla e Danilo Baratti