Lo scorso 12 marzo all’unanimità la Commissione sanità e sicurezza sociale del Gran Consiglio ha sottoscritto il rapporto che dà luce verde al messaggio 7726, denominato Riforma sociale cantonale: la decisione è all’ordine del giorno del Parlamento riunito al Palazzo dei congressi di Lugano il 25-26-27 maggio.
Si tratta di una delle cinque riforme del patto politico governativo dell’estate 2019, che comprende anche riforma fiscale, riforma dei trasporti, riforma della scuola dell’obbligo ed il risanamento della cassa pensioni cantonali. Il Partito socialista auspica che anche questi due ultimi oggetti, pendenti rispettivamente in commissione formazione e in commissione gestione del Gran Consiglio, vengano evasi al più presto dal Parlamento.
L’obiettivo delle misure della Riforma sociale cantonale, che avrà un indubbio impatto positivo sui cittadini meno favoriti di Lugano, è:
- di rafforzare le prestazioni a favore delle famiglie beneficiarie di assegni familiari di prima infanzia;
- di sostenere maggiormente coloro che percepiscono prestazioni sociali e che con il proprio lavoro o apprendistato si impegnano per diventare autosufficienti;
- di incrementare i sussidi per i premi di cassa malati, aumentando l’importo degli aiuti ed estendendo la cerchia dei beneficiari;
- di semplificare il processo per l’erogazione dei sussidi di cassa malati, migliorandone la rapidità e la trasparenza.
L’insieme delle misure comporterà a partire dal 2021 una maggiore spesa sociale cantonale di quasi 16 milioni di franchi annui, che potrebbe essere parzialmente compensata da una riduzione del ricorso all’assistenza sociale nella misura di 2 milioni di franchi.
Raoul Ghisletta, granconsigliere e presidente PS Lugano