Non potersi difendere. In quanti di voi hanno mai provato questa sensazione, questa condizione? Si tratta di quello che, talvolta, vivono le persone della comunità LGBT quando, a causa del loro orientamento sessuale, si vedono negare case, posti a sedere in un ristorante, o quando si sentono insultare sui social e per strada. Lo sapevate?

Ad oggi, queste persone si vedono limitare la libertà e si vedono togliere la dignità per una mancanza della norma del codice penale svizzero che protegge le minoranze dalle discriminazioni. Le discriminazioni d’odio verso la comunità LGBT oggi non sono punibili e, di conseguenza, un gruppo di persone non è tutelato dalla legge. Un vuoto giuridico di questo tipo oggi non è più accettabile, si tratta di una mancanza che toglie la dignità alle persone. Non possiamo accettarlo, come esseri umani e come comunità, perché la dignità di ogni individuo è un diritto fondamentale. Come ci si può trincerare dietro la limitazione della libertà di espressione, quando questa è basata sull’odio? Non si parla di opinioni se queste vanno a nuocere e intaccare il benessere di un intero gruppo sociale. Come si può invece difendere chi lede la vita privata e pubblica di una persona, solo in base al suo orientamento sessuale? Senza contare che, queste esternazioni, influiscono anche sulla vita di amici e famigliari.

Vi è mai capitato di leggere, rivolto a voi, che “dovreste essere violentate da un uomo per trovare la strada giusta”, senza potervi difendere? Non parliamo di parole inventate ma di esternazioni che, alcune donne lesbiche, sono costrette a leggere senza la possibilità di denunciarle e difendersi. Perché la legge non tutela queste persone. Avete mai provato la sensazione di non poter passeggiare in centro, stringendo la mano della vostra o del vostro compagno, per paura di essere aggrediti, verbalmente? Ecco. Perché, le persone LGBTQ, se dovesse succedere – come già è successo, anche da noi – non potrebbero legalmente difendersi. Pensateci, davvero: immaginate di essere madre, padre, fratello o sorella, e di assistere, senza poter far nulla, a offese pubbliche rivolte verso un vostro caro. Impotenti, impossibilitati a difendere questa persona, o impossibilitati a difendere voi stessi. Non vi sentireste privati della vostra libertà? Io credo di sì. In una società democratica come la nostra, attenta alla dignità e integrità delle persone, non possiamo accettarlo.

Non si può parlare di libertà di espressione quando, ad altre persone, togli la libertà di poter vivere tranquillamente, senza paura. Per questo motivo dobbiamo dirlo chiaramente, il prossimo 9 febbraio, votando sì all’estensione della legge antirazzismo: dimostriamo con i fatti che “L’odio non è un’opinione”.

Mattea David, Co presidente del Comitato Cantonale PS
Candidata per il Municipio di Lugano

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