Pubblichiamo la lettera che Mario Raggenbass ci ha inviato sulla battaglia contro l’amianto a Balerna (1977-1985), effettuata dal Comitato contro l’insediamento della Boxer Asbestos, presieduto dal padre Bruno. Una pagina importante di lotta per la salute della popolazione/dei lavoratori e per la salvaguardia dell’ambiente.
Egregio signor Ghisletta;
Tardivamente e, devo dire, casualmente, sono venuto a conoscenza di un suo scritto risalente a novembre 2018, apparso sul sito web del PS di Lugano e intitolato “Non è UDC la lotta di Asterix…”.
Lei cita il caso di Hans Moor, un operaio della Oerlikon vittima dell’amianto, e giustamente sottolinea che, in assenza della sentenza del marzo 2014 della CEDH, la famiglia Moor sarebbe stata privata di qualsiasi indennità. Il Tribunale Federale aveva infatti giudicato prescritta ogni richiesta in questo senso. E ciò per illustrare come un’accettazione dell’iniziativa detta dei “giudici stranieri” dell’UDC avrebbe compromesso, in modo grave e irreversibile, le possibilità di ricorso ad istanze superiori da parte di cittadini svizzeri. Un notevole passo indietro in termini di diritti dell’uomo. Su questo sono pienamente d’accordo con lei.
La ragione di questo mio messaggio è altra. Evocando gli avvenimenti di Balerna degli anni settanta, allorché la popolazione si oppose all’insediamento sul territorio del comune di una fabbrica per la lavorazione dell’amianto, lei parla di “un movimento di resistenza, guidato da Antonio Soldini (vicesindaco di Balerna e granconsigliere della sinistra), Rolando Raggenbass (studente) e Mario Raggenbass (fisico) …”. Questa sua affermazione richiede un messa a punto.
E’ vero che Rolando (mio fratello) e Soldini furono i primi a dare l’allerta, avendo appreso da riviste italiane che la lavorazione dell’amianto comporta dei rischi gravissimi per la salute. E’ vero che Mario (il sottoscritto) raccolse un’importante documentazione medico-scientifica sulla cancerogenicità dell’amianto (a quell’epoca ero studente in fisica all’università di Ginevra). Ma non furono né Soldini né Rolando né Mario ad animare e guidare il movimento popolare contro la fabbrica di amianto. Fu Bruno Raggenbass (1920-2009), abitante di Balerna, ferroviere di mestiere, padre di me e di Rolando. Alla testa del Comitato contro l’insediamento della Boxer Asbestos, egli intraprese, su un’arco di tempo di quasi 10 anni, una molteplicità di iniziative tutte volte ad impedire l’edificazione e la messa in funzione di codesta manifattura. Questo suo impegno ebbe successo. Nel 1985, i dirigenti della Boxer Asbestos rinunciarono al loro progetto, coscienti della sua totale impopolarità,
Se a Balerna et nel Mendrisiotto fu evitato un disastro sanitario, lo si deve al movimento popolare di opposizione alla fabbrica e alla persona che ne fu l’anima, Bruno Raggenbass. Resta un rammarico: l’assenza, fino ad oggi, di un riconoscimento ufficiale del contributo di Bruno a salvaguardia della salute pubblica.
La storia della vicenda balernitana degli anni settanta è raccontata in uno scritto del 2015, “Dossier Speciale Amianto”, edito dalla Lega Polmonare Ticinese in occasione del 100 anniversario dell’istituzione. Gli autori sono il dott. Raffaele Peduzzi e il sottoscritto. Il Dossier (assieme alla sua versione francese e tedesca) è reperibile sul seguente sito web.
Per rispetto alla memoria di mio padre, ho stimato doveroso farle avere le precisazioni di cui sopra.
Gradisca, signor Ghisletta, i miei più distinti saluti.
Mario Raggenbass
Veyrier, 20 maggio 2019