La questione del dialogo continua a tornare quando si parla della necessità di ottenere più spazi socio-culturali a Lugano. La mancanza di dialogo è ormai diventata però una scusa per non andare avanti.

Sabato, alla manifestazione hanno aderito decine di entità che hanno richieste e necessità concrete. Richieste e necessità che non sono uniche a una sola realtà ma conformi in modo ampio alla tematica.

Il Municipio ha la facoltà di dimostrare la volontà di sviluppare l’offerta a Lugano, ma continua a non farlo. Ricordo che sul territorio cittadino sono decine gli spazi dismessi.

Mi fa anche sorridere come si continui a voler considerare una sola visione (palesemente istituzionale e elitaria) della fruizione e produzione culturale, senza apparentemente comprendere che la cultura indipendente richiede e necessita altro. Spazi senza grandi pretese e servizi, perché chi ne farebbe uso è pronto a migliorare e adattare quello che c’è, è un mondo in costante evoluzione.

La politica non deve preoccuparsi dei dettagli ma solo e unicamente di permettere a chi lo desidera di esprimersi.

10, 100, 1000 spazi.

Tessa Prati