di Aurelio Sargenti

La “Legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti” (Lord) definisce l’incompatibilità tra la carica di membro del Gran Consiglio (GC) e l’attività di docente, superiore al 50%, nelle scuole cantonali. Una regola che solo pochi cantoni hanno, e che non esiste a livello comunale. In forza di questa disparità di trattamento dal punto di vista dei diritti, il docente di scuola cantonale ticinese che intenda accettare l’elezione in parlamento si vede costretto a dimezzare la propria attività lavorativa con un’evidente e talora insostenibile riduzione dello stipendio. La stravaganza di questa iniqua legge è anche evidente nei fatti: quanti sono oggi i docenti ancora in servizio presenti nella commissione parlamentare “Formazione e cultura” (già Commissione scolastica) formata di 17 membri? Eppure sono molti i temi scolastici dibattuti in questi anni nell’ambito legislativo cantonale: pensiamo al progetto di riforma ‘La scuola che verrà’, alla proposta di sperimentazione di insegnamento senza livelli, all’anticipo dell’insegnamento del tedesco in prima media. Quanti dei 90 gran consiglieri possono dunque occuparsi di scuola con sufficiente competenza, grazie anche a una preparazione maturata sul campo? E senza il rischio ricorrente nel mondo dello sport di essere tutti, di lunedì, allenatori solo per aver dato un calcio al pallone?

Sono pensionato da poco tempo, dopo quarant’anni di lavoro come docente, come esperto per l’insegnamento dell’italiano nelle Scuole medie, come direttore del Liceo di Lugano 2, come vicepresidente del Comitato delle direttrici e dei direttori liceali romandi e ticinesi e come membro della Commissione culturale cantonale; e ancora oggi sono attivo nella scuola come esperto degli esami svizzeri di maturità, oltre che nella ricerca in ambito letterario con pubblicazioni e conferenze. Nei prossimi anni la scuola, la formazione, i giovani e la cultura saranno temi centrali ed è quindi necessario che possa esprimersi chi ha competenza, soprattutto chi opera e ha operato in questi settori.

Ecco perché ho accettato con piacere l’invito fattomi dalla direzione cantonale del PS di figurare sulla lista per il GC: per spirito di servizio e perché ritengo di avere l’esperienza necessaria per dare un contributo competente, e a pieno titolo, alle attività legislative cantonali. Naturalmente, l’ambito della scuola non è l’unico a interessarmi. La politica non ammette che si ragioni solo per settori assolutamente distinti. Da sempre ho svolto attività politica, nella società e nelle istituzioni, difendendo a tutto campo le ragioni di una sinistra che si batte per la giustizia sociale.