Care colleghe e cari colleghi,
Onorevoli signor Sindaco, Vicesindaco, Municipali,
Egregio Segretario comunale,
Care concittadine e cari concittadini,
assumere la presidenza di questo Consiglio comunale fa riaccendere, in forma rinnovata e forse ancor più intensa, quell’emozione, quell’onore e quel senso di responsabilità che mi avevano accompagnato, ormai nel 2013 e appena diciottenne, al mio primo ingresso in quest’aula così suggestiva. In apertura permettetemi dunque di ringraziare profondamente il Legislativo per la fiducia accordata, il Gruppo ‘‘La Sinistra’’ per avermi proposto, ma anche Benedetta Bianchetti per avere ricoperto prima di me questa carica con diligenza e spirito di servizio.
Proveniendo da una formazione meno rappresentata, non vi nascondo che sedere su questa sedia, che pur nel tempo ha visto passare esponenti di varie estrazioni politiche, riveste per me un significato particolare e potrebbe magari sembrare non così scontato. Desidero quindi interpretare questa opportunità come una forma di riconoscimento personale, per cui vi sono grato e cercherò di dimostrarmi all’altezza, così come una preziosa ed apprezzabile attestazione di pluralismo che, sono persuaso, debba animare anche il nostro consesso.
Detto questo, se è vero che di mano in mano è passata questo testimone, vorrei ora raccogliere quello spirito che ha animato e accomunato coloro che mi hanno preceduto: il riconoscimento dell’importanza delle istituzioni, di cui il Comune con i suoi quartieri è l’espressione più vicina al cittadino, quale strumento per rispondere ai problemi della popolazione e organizzare la convivenza civile. Un principio che non è meramente cerimoniale, ma che rappresenta un baluardo contro una crescente antipolitica e frammentazione sociale; fenomeni purtroppo sempre più diffusi, ma rispetto ai quali anche questo Consiglio comunale può essere un argine.
In quest’ottica, tengo a dedicare una riflessione anche ai Partiti e ai movimenti che questo Parlamento lo compongono. Attori talvolta percepiti in sé quasi con diffidenza ma che, grazie alla loro capacità di aggregazione e intermediazione, possono ancora contribuire ad avvicinare la cittadinanza alla cosa pubblica e a conferire autorevolezza alle nostre discussioni; un simile contributo, pur nel rispetto delle diverse visioni, merita riconoscimento e valorizzazione.
Certamente, da questa considerazione discende pure che in quest’aula, specchio a livello comunale della complessità della nostra società, possono talvolta convivere sensibilità e approcci differenti. Una pluralità semplicemente naturale, che incarna lo spirito stesso anche di un Parlamento comunale e che, grazie alla specificità degli interventi di ciascuno, conferisce ricchezza al dibattito politico e rappresentatività agli indirizzi del Comune. Così, sulla scia di queste premesse, confido che questo consesso possa rimanere il terreno fertile anche per un confronto aperto, partecipato e costruttivo, orientato a una sintesi per il bene della collettività.
Sempre dal profilo istituzionale, altrettanto importante per il buon funzionamento del nostro Comune rimane a mio avviso il rapporto tra Consiglio comunale e Municipio. Un rapporto che non presuppone necessariamente una contrapposizione ma che, nel rispetto delle diverse competenze, va pazientemente coltivato grazie a un dialogo costante e a un ascolto reciproco. L’auspicio è perciò che, per l’anno a venire, i nostri lavori possano svilupparsi all’insegna di un equilibrio istituzionale condiviso; un equilibrio che, per quanto concerne il nostro consesso, possa riconoscere un giusto spazio di proposta, di verifica e di indirizzo del Legislativo.
Colleghe e colleghi, già dai concetti fin qui richiamati emerge con chiarezza la responsabilità del compito che siamo chiamati a svolgere. Nell’attuale contesto, nel quale la politica di milizia appare confrontata con sfide crescenti ed è talvolta difficile conciliare il mandato con la vita privata, mi sia consentito esprimere sincera considerazione per chi, come i presenti, investono le proprie energie al servizio delle istituzioni. Di fronte a un simile impegno della carica, ritengo quindi sempre più preziosa e attuale la funzione svolta dai Servizi di supporto del Consiglio comunale, i quali tengo quindi a ringraziare per tutto il sostegno garantito al nostro organo.
Ma in definitiva, è dalla visione per il futuro del nostro Comune che tutti noi traiamo il senso del nostro impegno: Lugano, una Città che sono convinto capace di investire a favore della popolazione; di sostenere chi lavora o chi un impiego non ce l’ha; di fare sentire a casa i giovani e le famiglie; e soprattutto di non lasciare indietro nessuno. Un ringraziamento, senza retorica, va perciò a coloro che questa Città la rendono viva ogni giorno: le collaboratrici e i collaboratori, che operano dagli uffici comunali alle strade cittadine, dalle scuole ai servizi di sostegno, fino agli spazi esterni dove, pur in giornate torride come questa, si continua a lavorare con impegno.
A partire da questo quadro, non possiamo dimenticare come la nostra quotidianità si inserisca in un contesto più ampio in cui le dinamiche regionali, nazionali e internazionali finiscono per intrecciarsi con la vita locale. Una coscienza che induce di questi tempi ad ampliare lo sguardo e che, in ragione della sua vocazione internazionale, non può che coinvolgere anche Lugano.
Un pensiero è anzitutto rivolto a quelle tragedie umanitarie di fronte alle quali, in quanto cittadini, non può essere lasciato spazio all’indifferenza. E’ ad esempio il caso di quelle che, come ritenuto dallo stesso Consiglio di Stato, sono (cito) ‘‘le violazioni del diritto internazionale umanitario commesse dalle forze armate dello Stato di Israele nell’ambito dell’occupazione della Striscia di Gaza’’. Una grave emergenza che, nel solco della tradizione umanitaria elvetica e della posizione recentemente espressa dal Municipio di Lugano, non può che risvegliare una comune sensibilità verso la popolazione civile colpita e interrogare anche le coscienze locali.
Tornando alle nostre latitudini, pur da un’altra ottica e rimarcate le ben diverse proporzioni, non mancano le sfide che richiamano l’attualità di uno sguardo oltre ai confini comunali. Penso ad esempio ai rapporti che, nella sua veste di polo urbano, Lugano è chiamata a intrattenere con il Cantone e i Comuni limitrofi. Una collaborazione tra i diversi attori che, sempre nel rispetto di un’irrinunciabile solidarietà intercomunale, sappia considerare gli oneri di centralità del nostro Comune, non cesserà quindi di occuparci tra le numerose incombenze della Città.
Nella consapevolezza che è nello sviluppo quotidiano del Comune che si traduce, in ultima analisi, la concretezza del nostro mandato pubblico, desidero infine rinnovare i ringraziamenti per la fiducia accordata. Mi impegno ad assumere la carica nel rispetto del ruolo di questo consesso e cercherò, al meglio delle mie possibilità, di accompagnarne i lavori con la dovuta solerzia e il necessario senso delle istituzioni, auspicando che gli stessi possano svolgersi in modo proficuo e all’altezza delle responsabilità che condividiamo verso la nostra Città.
Ringrazio in conclusione voi, colleghe e colleghi, per l’attenzione, così come i miei familiari oggi sugli spalti per la loro presenza e per la vicinanza dimostrata lungo il mio percorso politico.
Edoardo Cappelletti, presidente del Consiglio Comunale


