Capire il fenomeno Air BnB a Lugano e intervenire per evitare conflitti con i residenti

La risposta all’interrogazione precedente su questo tema “1484 Airbnb senza controllo sul Ceresio? Prevenire abusi e problemi di disponibilità di alloggi per i luganesi” ha permesso di capire meglio il fenomeno degli appartamenti ad affitto breve “Air Bnb” a Lugano e rilancia alcune questioni che rimangono invece aperte e non chiare.

Per quanto riguarda le abitazioni affittate per scopi turistici, leggendo la risposta, capiamo che il cambio di destinazione dell’alloggio è unicamente inteso come dichiarazione della volontà di effettuare locazioni di breve durata per un periodo complessivo superiore a 90 giorni per anno civile. La corretta formulazione per tale cambio di destinazione è la seguente: da “abitazione primaria/secondaria” a “abitazione primaria/secondaria utilizzata per locazioni di breve durata a scopi turistici superiori a 90 giorni complessivi per anno civile”.

Per il Municipio, il fenomeno degli appartamenti in affitto breve a scopo turistico va ben strutturato e analizzato al fine di identificare sia le situazioni problematiche e i conflitti che comporta, sia le opportunità e le ricadute positive che genera. In tal senso il Municipio riconosce che il fenomeno pone dei quesiti quando esso comporta un conflitto con un precedente utilizzo a destinazione residenziale primaria, in particolare in contesti di pigioni moderate, e quando comporta interventi su scala condominiale dove interi edifici vengono trasformati in Air Bnb con disdette agli inquilini attuali. Allo stesso tempo, in termini quantitativi, il fenomeno può porsi in concorrenza con la residenza primaria secondo il Municipio dal momento in cui dovesse raggiungere percentuali significative. Allo stato attuale questi appartamenti interessano meno del 2% del parco immobiliare del territorio comunale. Il fenomeno però permette al contempo di rilanciare vitalità in aree che presentano tassi di vuoto permanente elevato, spesso nelle aree di nucleo storico, limitando in questo modo anche la presenza di abitazioni secondarie e relativi letti freddi. L’indotto economico generato dagli affitti brevi va a beneficio di commerci ed esercenti locali. Siamo d’accordo a livello teorico con il Municipio ma non possiamo essere completamente rassicurati che il fenomeno non diventi con il tempo problematico.

LEGGI TUTTA L’INTERROGAZIONE NEL PDF ALLEGATO

Carlo Zoppi, (primo firmatario), Elena Rezzonico, Nina Pusterla, Jasmine Altin, Demis Fumasoli, Romina Fumasoli, Edoardo Cappelletti, Cristiano Canuti, Silvia Barzaghi, Petra Schnellmann, Carola Barchi, Marisa Mengotti, Giovanni Albertini, Laura Mear, Sara Beretta Piccoli, Lorenzo Pianezzi,