Il presidente della direzione di Swiss Thomas Klühr, in un’intervista del 4 agosto scorso, ha indicato che la compagnia sta valutando il trasporto in treno dei propri passeggeri da Lugano a Zurigo. Il vicepresidente del CdA di Lugano Airport SA, Filippo Lombardi, ha indicato al Quotidiano il volo di linea fa il 50% della cifra d’affari, per cui l’abbandono della linea da parte di Swiss sarebbe un colpo durissimo per la sostenibilità finanziaria dell’aeroporto. Mentre il capogruppo della Lega di Lugano ha ribadito di credere sempre nel piano di rilancio del Municipio di Lugano, i primi dubbi, dopo l’annuncio di Swiss, sono finalmente affiorati nelle parole dei capigruppo PLR e PPD.

Simona Buri, capogruppo PS Lugano in Consiglio comunale, dal canto suo ha ricordato che il PS ha sempre dimostrato un sano realismo e ha sempre dubitato dell’operazione di rilancio dell’aeroporto.

Lo scorso 23 maggio i presidenti e capogruppi cantonali e di Lugano (Righini, Ghisletta, Durisch e Buri) in una nota stampa hanno indicato che “gli organi cantonali e comunali del PS saranno chiamati ad esaminare criticamente i messaggi e a valutare il lancio di referendum contro questa ulteriore iniezione di capitali pubblici, facendo difetto nell’operazione finanziaria ogni apporto dell’economia privata, che sarebbe la beneficiaria di tale operazione. PS cantonale e cittadino ritengono che occorra invece studiare uno scenario alternativo all’attività aeroportuale a profitto della creazione di nuovi posti di lavoro sostenibili dal profilo ambientale (con particolare priorità per le persone occupate dall’aeroporto), della realizzazione di alloggi a prezzi accessibili e del mantenimento delle esistenti aree verdi. L’emergenza ambientale e la rivoluzione in ambito ferroviario (Alptransit) rendono assolutamente necessario un ripensamento della funzione svolta dall’attuale aeroporto.