Interpellanza 22.2.2020
SPOSTAMENTO A MONTE DELLA BARRIERA E CRITICITÀ DELLA SPERIMENTAZIONE DEL NUOVO SISTEMA A GANDRIA
Con la presente interpellanza chiediamo al lodevole Municipio di esprimersi sui quesiti sollevati dalla presa di posizione (qui sotto riportata) fatta da alcuni cittadini di Gandria sullo spostamento a monte della barriera e sul dispositivo che lo accompagna:
- Perché due mesi di prova?
- Quali saranno le modalità di valutazione?
- Come reggeranno i commercianti le difficoltà nel mese di aprile, tradizionalmente tra i più proficui?
- Quale visione ha per il turismo e per Gandria?
- Intende rinviare la sperimentazione alla luce delle criticità elencate dalla presa di posizione?
Con distinti saluti
Raoul Ghisletta, consigliere comunale PS
Nicola Schönenberger, consigliere comunale I Verdi
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Delusione a Gandria per tutti i commercianti – 9/9 strutture – e per la maggioranza della popolazione
del nucleo – 83/130 – firmatari di una petizione che richiede la sospensione dello spostamento a monte
della barriera, con il dispositivo che lo accompagna.
In seguito alla petizione di commercianti e cittadini, nello scorso mese di gennaio alcuni rappresentanti dei firmatari sono stati ricevuti da 4 esponenti del Municipio, presenti la Commissione di Quartiere e rappresentanti degli Uffici interessati. Dopo aver esposto le preoccupazioni, assieme a proposte concrete e strategiche, hanno avuto l’impressione di essere ascoltati. Ora però una lettera ai fuochi annuncia l’entrata in vigore del provvedimento, per 2 mesi di prova, a partire dal 2 marzo 2020.
Il dispositivo implica criticità oggettive e inquietanti, di cui ricordiamo alcuni aspetti.
- Impossibilità di fermarsi a Gandria per chi proviene dall’Italia.
- Taglio di tutti i 34 parcheggi sul raccordo, attualmente disponibili per ditte, artigiani, collaboratori, residenti secondari, visitatori e turisti. Tutte queste categorie potranno accedere solo al parcheggio in fregio alla strada cantonale, che dispone di 50 posti, di cui circa 15 occupati dai residenti di Gandria-alta e altrettanti per i dipendenti fissi attivi nel nucleo. Con la ventina di posti auto disponibili, è facile prevedere fin da aprile, con il picco pasquale, una forte penuria, senza nessuna alternativa, se non un esodo verso l’Italia per pasti e soggiorni su rive più accoglienti.
- Il parcheggio sulla strada Cantonale è accessibile solo in provenienza da Lugano. Chi scarica a Gandria (artigiani, operatori, residenti secondari, vacanzieri…) dovrà percorrere circa 5 km per fare inversione di marcia e parcheggiare secondo le regole. Inoltre l’uscita dal posteggio è solo verso l’Italia, altro motivo di inversioni di marcia con pericolosi ristagni di traffico. Complessivamente queste trafile andranno a densificare il traffico su un’arteria già spesso congestionata, aumentando l’inquinamento.
- Il limite di altezza di 2 metri, precluderà l’ammissione a Gandria per ditte con furgoni di medie dimensioni, auto con portapacchi o biciclette, camper e pullman.
- Le difficoltà del tragitto a piedi tra il parcheggio e il nucleo escluderanno anziani e persone con mobilità limitata.
- Le tasse per i fornitori discrimineranno i piccoli produttori locali, promossi a Gandria.
- Tra gli artigiani che da decenni forniscono servizi, sono annunciate prossime rinunce.
- Assenti misure per mobilità sostenibile, auspicate da una popolazione attiva in questo senso (carpooling ecc…). Attribuzione di tutti i parcheggi sul raccordo ai soli residenti, con privilegi eccessivi e incuranti delle disposizioni cantonali.
Per il 2020 l’Ente Turistico del Luganese prevede una svolta, con l’apertura della galleria del Monte Ceneri e eventi di grande attrattiva. Ancor più quindi converrebbe propagare un’immagine di efficienza, apertura e accoglienza e agevolare l’accesso a uno dei siti di maggiore fascino, inserito nelle numerose
proposte di Lugano Region. Introdurre invece motivi di dissuasione e scontento, rappresenta un rischio in clima di concorrenza internazionale e di effetti valanga per le critiche sui social media.
Da due anni la popolazione e VivaGandria cercano di rendere attente le autorità sugli inconvenienti del dispositivo prospettato. E’ vero che in precedenza gli stessi non avevano interposto ricorso, sottovalutando l’eventualità di una concretizzazione della proposta. Ci sono comunque anche occasioni in
cui il buon senso potrebbe imporsi da sé.
Perché due mesi di prova? Quali saranno le modalità di valutazione? Come reggeranno i commercianti le difficoltà nel mese di aprile, tradizionalmente tra i più proficui? Quale visione ha il Municipio di Lugano per il turismo e per Gandria? Quali altre competenze conviene mobilitare? Il destino di Gandria è ancora
una volta in gioco?
Per i firmatari della petizione: Max Bartolini, Ana Bassi, Davide Pereira, Claudio Mudry, Francesca Solari