di Ines Guarisco

Finché non devi cercare un nuovo appartamento va tutto bene, o quasi, … se però sei costretta a cambiare casa è a questo punto che spesso iniziano i veri problemi. I costi riferiti all’aumento delle pigioni, la documentazione da fornire per un’offerta non sempre corrispondente ai propri desideri, rendono il cambio d’abitazione un incubo.

La nostra società, rivolta al profitto, dimentica chi, per questioni economiche, non riesce a trovare una dimora, benché per ciascuno di noi l’abitare rappresenta un fattore determinante per fondare il proprio equilibrio.

Ho una piccola esperienza nel ramo immobiliare, infatti per il tramite di un ente no profit affittiamo alloggi a persone in difficoltà; il tutto senza bisogno che gli inquilini producano estratti vari, referenze e garanzie. Questo progetto, nato oltre dieci anni fa, si scontra con numerosi ostacoli, soprattutto di ordine finanziario, tuttavia, siamo comunque stimolati dalla possibilità di offrire una via d’uscita a persone e famiglie che, finalmente, riescono a trovare stabilità.

Sono sempre sorpresa nel vedere che vecchie case, prive delle moderne comodità, vengono trasformate in abitazioni inaccessibili per chi, prima della ristrutturazione le aveva occupate, riuscendo a condurre una vita famigliare semplice, ma comunque dignitosa. I progetti che in altre città svizzere prendono sempre più piede paiono difficilmente realizzabili a sud delle Alpi: sono pochi gli investitori che hanno il coraggio di proporre dei progetti destinati a favorire, più che il reddito, l’armonia sociale.

Penso in particolare ai giovani che decidono di rinunciare all’automobile, pur rimanendo in Ticino con le difficoltà che derivano dalla conformazione del nostro territorio e si spostano utilizzando solo i mezzi pubblici: mi chiedo quali possibilità abbiano di trovare un alloggio loro confacente.

È un’utopia sperare che possa diffondersi una cultura dell’abitare non solo orientata al rendimento finanziario?