Lugano possiede bei parchi, vasti boschi e un lago stupendo, ancorché incomba pure su di loro la minaccia del surriscaldamento climatico: pensiamo ai cianobatteri e ai danni subiti dalla faggeta del Monte Boglia. Poi Lugano ha problemi con le isole di calore nelle aree cementificate e nelle strade percorse dal crescente traffico, ma anche con immobili privati e pubblici, che non sono ancora stati risanati dal profilo energetico.
È indubbio che investire in questi ambiti è una priorità e non un’ideologia velleitaria. Vari capigruppo in Consiglio comunale hanno sottolineato nel dibattito sul Piano finanziario 2026-2033 che è un errore ridurre gli investimenti da 60 a 47 milioni di franchi lordi annui. E preciserei che si tratta di un errore grave, allorché il Comune deve investire per evitare danni alla salute delle persone e danni alle infrastrutture (immobili, strade, canalizzazioni): gli uni come gli altri si pagano con interessi molto cari.
Si può certo svicolare, rispondendo che i soldi si devono trovare o con tagli sulle spese o con le imposte, e che non bastano le sopravvenienze a consuntivo. Ma alla fine si deve avere il coraggio di trovare le risorse per investire a favore della cittadinanza, come lo si è fatto per il Polo sportivo e degli eventi (PSE). E bisogna avere l’onestà intellettuale di ammettere che i soldi non mancano in una città ricca come Lugano e che non mancano nemmeno nei Comuni vicini, i quali beneficiano delle infrastrutture di Lugano quasi sempre senza avervi contribuito (l’ultimo è quello versato per la Resega).
Il Piano finanziario contiene poi la volontà di vendere l’immobile amministrativo di Via della Posta 8, che doveva servire a riportare alcune decine di famiglie a vivere in centro città: idea che ha pure giustificato il trasloco dell’amministrazione cittadina nella torre est del PSE. Il Municipio ha il diritto di cambiare idea, come ha detto un capogruppo? Non credo proprio si tratti semplicemente di cambiare idea. Il Municipio in realtà finge di non ricordare che il popolo ha votato sul PSE, accettando il 28 novembre 2021 con il 57% di consensi il punto 5 del dispositivo legale, che recita: “Il Municipio si impegna a dare seguito alle “azioni richieste” esposte nel capitolo “Considerazioni politiche finali” del rapporto della Commissione della Gestione.” Le “azioni richieste” ancora da attuare sono due: alloggi a prezzi accessibili nel PSE 3 e abitazioni destinate al ceto medio per rivitalizzare il centro Città (in Via della Posta 8 appunto).
Se la maggioranza del Municipio e del Consiglio comunale abbandoneranno sul ciglio della strada queste due “azioni richieste”, fermamente volute dalla sinistra e benedette dal voto popolare, è facilmente prevedibile che a Lugano, oltre alla temperatura, si surriscalderà il clima politico.
Raoul Ghisletta, municipale Sinistra Lugano