L’on. Angelo Jelmini, intervenuto sul CdT del 10 settembre, perde nuovamente di vista il nocciolo delle questioni. Lo aveva già fatto con la mozione per il Saccobello del 2010, che voleva bypassare la legge federale sull’ambiente e il principio “chi inquina paga”, proponendo di introdurre a Lugano un sacco per la raccolta rifiuti dal costo infimo (pari al costo di un sacco commerciale): con l’adozione del nuovo Regolamento per la gestione dei rifiuti è stato smentito da tutti a parte la Lega.
Ricordo poi la vicenda della tentata speculazione immobiliare della Banca EFG sul sedime ex centro sportivo BSI di Cadro, quando Jelmini partecipa al collegio degli esperti del concorso indetto dalla banca per esaminare le proposte destinate all’area. L’idea di inserire in un Paese discosto delle palazzine su parte di una zona destinata allo sport e al tempo libero va contro i principi pianificatori esistenti e arricchisce solamente la banca: un’idea che non piace al PS, ai Verdi e anche ad un importante consigliere comunale del PPD come Michele Malfanti.
Ora Jelmini vuol farci credere che la sciagurata sperimentazione del Piano della viabilità del Polo luganese (PVP) sia perfettamente legale: se queste cose le scrive Lorenzo Quadri sul carnascialesco Mattino della domenica, ci si fa una bella risata, ma con Jelmini no. Se fosse tutto legale, il Municipio di Lugano non dovrebbe passare in Consiglio comunale per sanare la spesa di 187’000 fr destinati a un’operazione che non figura nel preventivo 2019, come ha indicato la Sezione enti locali rispondendo alla mia istanza di intervento.
A parte gli aspetti formali il problema vero è un Municipio incapace di risolvere i problemi di fondo: quelli dell’enorme traffico automobilistico in Città e tanti altri che la gente conosce. Come si può buttare via 425’000 fr (187’000 fr nel 2019 e 238’000 fr nel 2020) per mettere in atto e poi smantellare soluzioni viarie che gli esperti del Municipio bocciano in partenza? Come si può farlo senza coinvolgere preliminarmente il Consiglio comunale con un messaggio, come chiesto da PS e Verdi con l’interrogazione del 5 maggio 2019? Come si può pensare di spostare il traffico da una strada all’altra del centro invece che concentrarsi sulla riduzione del traffico verso il centro e sulla creazione di aree per pedoni/ciclisti e nuove strade di quartiere? Il Municipio da anni non fa quello che richiedono il piano regolatore (lungolago), la qualità di vita (abitanti) e l’attrattività della città (turismo, commercio). Che tristezza vedere Lugano così in ritardo rispetto alla politica per la qualità di vita già concretizzata da tante altre città svizzere!
Raoul Ghisletta, consigliere comunale e presidente PS Lugano