Il traffico nella valle del Vedeggio è un annoso problema. Ancora più annosa la questione della famigerata circonvallazione Agno-Bioggio, su cui recentemente si è espresso l’On. Zali. Ecco l’opinione in merito di Marco Jermini, Consigliere Comunale di Lugano per il Gruppo PS.

Il Dipartimento del Territorio, con il suo Direttore On. Zali, ha preso ufficialmente posizione in merito al progetto di circonvallazione Agno-Bioggio. Nella sua comunicazione, l’On. Zali illustra come sia possibile –solo volendolo- mettere nel dimenticatoio una variante di circonvallazione sciagurata. Sciagurata perché il tracciato prevede un doppio attraversamento del Vedeggio, lo sventramento della frazione Mulini di Bioggio, una lunghezza superiore di 700 metri e un costo superiore di 20 Mio Fr. rispetto ad ogni altra variante più diretta. Sciagurata soprattutto perché il tracciato più lungo porterebbe con sé la percorrenza di ca. 6.3 Mio di km in più da parte dei ca. 9 Mio di auto che annualmente passano da lì. Non è necessario aggiungere qui che la Confederazione non sovvenziona tale variante (perché il progetto non è meritevole) e nemmeno presentare la contabilità dei milligrammi di inquinanti in più che verrebbero immessi nell’aria e del numero di bambini e anziani più frequentemente malati per questo: vi sono evidenti, immediate ragioni per ripensarci e proporre qualcosa di meglio. Nel suo contributo, l’On. Zali ribatte ai sindaci malcantonesi, invitandoli ad “accettare senza polemiche e in uno spirito unicamente costruttivo anche perché nel lungo tempo trascorso dall’inizio del progetto le circostanze sono cambiate”. Da questa attualità, alcune considerazioni.
 
La prima cosa da dire è che è cambiato, certamente in meglio- il modo di affrontare le tematiche ambientali da parte della Direzione del Dipartimento del Territorio. E qui non si può quindi che concordate con l’ex-Presidente PS, Anna Biscossa, che di recente ha detto: “Dà un po’ di speranza, soprattutto a una socialista del Mendrisiotto, ritrovare nelle proposte di Zali diversi progetti tra quelli perorati per anni dalla sinistra e dai movimenti ambientalisti.” Il territorio di fondovalle nel Luganese (Piana del Vedeggio, Piano del Cassarate, Pian Scairolo) è scarso, prezioso e oggetto di pressioni enormi: non possiamo permetterci di sprecarlo o anche solo di usarlo male nel nome di soluzioni di presunto compromesso. Nella presa di posizione dell’On. Zali ritrovo quindi –pure io- alcuni elementi tipici di chi perora la causa ambientale; elementi p.es. che chi non è più disposto ad accettare compromessi sull’ambiente e sul territorio (e sulla salute dei cittadini) ha usato a Lugano per battersi contro il finanziamento comunale del Piano dell’Agglomerato di Lugano PAL2.
 
La seconda cosa da dire è che è difficile smantellare posizioni politiche basate su argomentazioni tecniche e finanziarie precise e oggettive. Giova quindi qui ricordare ai lettori che -a Lugano- nel corso della legislatura passata, la sinistra, gli ambientalisti ma anche qualche illuminato, intellettualmente onesto, di altri partiti, si batté contro e lanciò alla fine un referendum (riuscito dopo raccolta di più di 3’000 firme) contro un credito di 102 Mio inerente la partecipazione del Comune di Lugano alla realizzazione delle opere di attuazione del PAL2 (2014-2033), inclusa la circonvallazione Agno-Bioggio. Gli argomenti usati furono gli stessi di quelli utilizzati ora dall’On. Zali: rapporto costi-benefici scarsi, progetto con impatto ambientale insufficiente a lungo termine, troppa considerazione degli aspetti politici “per far contenti tutti”.
Mi preme qui riprendere alcuni punto del mio intervento in Consiglio Comunale a sostegno del rapporto di minoranza su quel credito, poiché intravvedo elementi di assoluta concordanza con l’approccio attuale da parte dei tecnici e del Direttore del Dipartimento del Territorio: 

  1. Nel Rapporto d’esame della Confederazione sul PAL2, le critiche abbondano e sono severe, oggettive, circostanziate, credibili. La scelta particolarmente criticata dalla Confederazione è quella della “circonvallazione di Agno e Bioggio”. La Confederazione si dice consapevole degli effetti negativi legati ai volumi di traffico attraverso Bioggio e Agno ma considera che il rapporto costi-benefici della circonvallazione sia insufficiente. La Confederazione precisa che: “L’efficacia di questa misura viene considerata insufficiente perché non si inserisce nella concezione globale del programma d’agglomerato, presenta il rischio di un trasferimento dai trasporti pubblici al traffico motorizzato privato, le misure di accompagnamento (…) devono essere maggiormente garantite”. La Confederazione conclude in modo drastico dicendo che l’opportunità di realizzare una strada di circonvallazione dovrà essere riesaminata”. In poche parole la Confederazione ci ha detto che stiamo spendendo per nulla e che se si vorrà tornare a chiedere la sua partecipazione finanziaria (e ci sembra più che giusto), allora si dovrà cambiare strategia: dovrà essere presentata una soluzione con un elevato grado di utilità e benefici e rispettosa delle aree paesaggistiche.
  2. Scrivono o mandano a dire i fautori del PAL2: “Il consenso politico fra i Comuni è stato trovato dopo grosse difficoltà: non possiamo permetterci di rimandare tutto, il castello cadrebbe, i tempi per ricostruirlo lunghissimi. Quindi meglio non rimandare, anche se i progetti sono scarsi”. È l’unico loro argomento. Ed è con questo argomento che la vostra maggioranza vorrebbe farvi comprare un prodotto che vale in fin dei conti meno della metà dei Mio chiesti. La nostra proposta è invero molto semplice: si accetta quello che va bene, si rimanda – non si boccia! – quello che non va bene. Si presenta una nuova richiesta di credito per il primo pacchetto e una nuova convenzione può essere preparata e adottata -se lo si vuole e se ci si mette di buona lena- in tempi non biblici. Nel frattempo, le opere che noi proponiamo di scorporare potranno essere rielaborate e ottimizzate, come chiede la Confederazione, per essere riproposte nell’ambito del PAL3.

 
Con il referendum si volle innanzitutto dare la possibilità ai cittadini di democraticamente decidere e se del caso impedire che si spendessero soldi pubblici (soldi di tutti noi) per opere, che anche il Governo ritiene ora per lo meno non ottimali. All’inizio di dicembre 2015, a 20 giorni dalla data stabilita per la votazione referendaria, il Consiglio di Stato accolse purtroppo il ricorso del parlamentare della Lega dei Ticinesi, Paolo Sanvido, dichiarando di fatto irricevibile la domanda di consultazione popolare dei referendisti. Uno sgarbo alla democrazia diretta. Contro la decisione del Governo – che si è espresso nel suo ruolo di autorità giudiziaria amministrativa di prima istanza (sarebbe interessante sapere come votò l’On. Zali) – è stato ovviamente interposto ricorso al Tribunale amministrativo cantonale. L’attuale presa di posizione dell’On. Zali sulla circonvallazione dà un po’ di conforto ai referendisti, nel senso che sostiene dal punto di vista sia tecnico che politico le posizioni alla base di quella specifica azione civica di più di 3’000 cittadini di Lugano.
 
Chi vivrà vedrà (visti i tempi della giustizia): il ricorso al TRAM, con il quale si vuole dare democraticamente voce ai Cittadini di Lugano e del Territorio avrà la meglio sugli interessi di quella parte di politici che operano in modo irrazionale sia dal profilo ambientale che dal profilo economico?

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