CONSIDERAZIONI SUL RINVIO A DATA INDETERMINATA DELLA VOTAZIONE SULL’AEROPORTO
Il Consiglio di Stato ha deciso il 1. aprile di rinviare a data indeterminata la data della votazione sui referendum cantonale e comunale per i crediti a Lugano Airport SA (LASA). I referendisti socialisti, comunisti e verdi di Lugano, che hanno contestato i crediti cantonale e comunale per il non credibile e tanto meno sostenibile rilancio dei voli di linea a Lugano-Agno, non hanno che potuto prendere atto del rinvio della votazione.
Non ci saremmo certo opposti a un credito per consentire a LASA di sopravvivere fino alla data della votazione popolare ipotizzata inizialmente al 28 giugno 2020, ovviamente se le condizioni sanitarie lo avessero permesso e se la campagna si fosse potuta svolgere regolarmente.
Ed ovviamente per noi la condizione sarebbe stata che quel credito non fosse stato sperperato per tirare a campare illudendosi che, superata la pandemia, tutto sarebbe stato come prima, cioè ci sarebbero stati ancora i soldi dei cittadini da scialacquare per coprire le perdite dell’aeroporto e delle compagnie.
Infatti in linea di principio la democrazia semidiretta, che prevede il referendum, per noi deve poter funzionare. Non ci interessava e non ci interessa vincere la partita a tavolino.
Ma qualche valutazione sulle responsabilità politiche dell’accaduto va pur fatta.
Sarebbe stato più logico e realista che Lega dei Ticinesi, PLR e PPD avessero, nell’autunno 2019, accolto le proposte dei rapporti di minoranza PS a livello cantonale e comunale: in particolare ciò avrebbe consentito di attuare subito un piano sociale per il personale in esubero, garantendo il ricollocamento nel settore privato e pubblico di tutti coloro che hanno perso e perderanno il lavoro.
Inoltre in questi mesi la maggioranza leghista-ppd-plr ha preferito la linea del pokeristico all in nella campagna per la votazione popolare, incurante dell’emergenza climatica e strumentalizzando persino l’emergenza coronavirus: il loro mantra è stato “O si fa così o l’aeroporto chiude completamente, perché LASA fallisce”. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Che Lega, PPD e PLRT non vengano ora a gettare colpe su chi ha esercitato il diritto democratico di referendum!
Raoul Ghisletta, presidente PS Lugano