L’opinione di Aurelio Sargenti dal Corriere del Ticino del 23 maggio 2020:

Il periodo molto particolare che stiamo vivendo fa emergere il meglio come il peggio della nostra democrazia, un valore fragile costruito nei secoli e che non deve mai considerarsi acquisito per sempre; mette pure in evidenza il venir meno della certezza, un bisogno cui l’uomo moderno non sa o non vuole rinunciare.
Il confinamento decretato da un’autorità liberamente eletta ha messo dunque in crisi i cittadini elettori che si sono sentiti improvvisamente limitati nel loro agire e precipitati nel dubbio. Stiamo tutti, anche chi chiamato a dare risposte scientificamente sicure, vivendo con fatica un tempo incerto. E chi, come il sottoscritto, è un estimatore del dubbio, dovrebbe avere la forza (che non ha) di Cartesio per dare l’avvio a un nuovo inizio servendosi proprio del dubbio, trasformandolo da debolezza a punto di forza. Questo in generale. Ma anche nel tempo incerto, affinché ci sia democrazia, alcuni valori devono essere irrinunciabili, cioè certi. Due esempi ormai noti, a costo di annoiare. In Ticino quest’anno gli esami di maturità sono stati cancellati, così come le elezioni comunali.
C’è un nesso tra i due provvedimenti? Sì: entrambi sono stati presi dal Consiglio di Stato per «motivi sanitari». Ancora: tutti e due sono stati contestati, con buone ragioni, ma apparentemente non sufficienti per essere condivise da tutti. Facendo un paragone con il calcio, siamo all’ultimo rigore dopo i supplementari di una finale di coppa. Dovesse entrare il pallone nella rete il calciatore regalerebbe la vittoria alla squadra dei gialli, dovesse sbagliare vincerebbero i rossi. Possiamo incolpare il giocatore qualora non riuscisse a segnare? Direi proprio di no; anzi nessuno avrebbe desiderato essere al suo posto. Questo per dire che in momenti maledettamente difficili come questi che stiamo vivendo, ogni scelta è ardua e discutibile. Con buoni argomenti da ambo le parti.

SEMPRE? NO. CI SONO DEI CAPISALDI CHE IN UNO STATO DI DIRITTO VANNO SALVAGUARDATI E DEVONO ESSERE CERTI. COME L’ESERCIZIO DELLA DEMOCRAZIA DA PARTE DEI CITTADINI ELETTORI; COME L’OPEROSITÀ DI UN PARLAMENTO IN UN CANTONE CHE SI VUOLE DEMOCRATICO E LIBERALE; COME, SI PARVA LICET, LA CONCLUSIONE DI UN PERCORSO DI FORMAZIONE CON GLI ESAMI DI MATURITÀ. IN PARTICOLARE DI FRONTE A SPIEGAZIONI INACCETTABILI, COME LA SOSPENSIONE DI UNA ELEZIONE COMUNALE (IN CORSO PER CORRISPONDENZA) «PER MOTIVI PSICOLOGICI» E L’ANNULLAMENTO DELLA SEDUTA DEL GRAN CONSIGLIO DEL 4 MAGGIO «DOPO AVER SENTITO IL MEDICO CANTONALE». È BENE DUNQUE CHE CHI HA LA RESPONSABILITÀ DI GOVERNARE SI RICORDI SEMPRE DELLE «REGOLE DEL GIOCO» DEMOCRATICO E DEI VALORI FONDANTI DI UNO STATO DI DIRITTO CHE NON POSSONO ESSERE CONFUSI CON LE OPINIONI PERSONALI GIUSTE O SBAGLIATE CHE SIANO.