Pubblichiamo con piacere questo interessante articolo tratto dal sito dell’Unione della Sinistra e Simpatizzanti di Maggia.

Futurismo e passatismo sono due visioni del mondo estremamente diverse, una che si preoccupa del futuro e delle nuove generazioni e l’altra che ha uno sguardo profondamente radicato nei ruggenti anni Ottanta-novanta.

Mi riferisco ai giovani e ai meno giovani che venerdì 24 maggio, per l’ennesima volta, sono scesi nelle strade per manifestare la loro preoccupazione legata al futuro del nostro pianeta e a chi, in questi giorni di chiusure e trasferimenti aziendali, continua a martellare i ticinesi con concetti neoliberisti e sgravi fiscali a pioggia.

C’è chi si sta rendendo conto che economia, industrializzazione, dividendi, cifre d’affari e prodotto interno lordo, perdono un po’ di senso senza un pianeta decente sul quale vivere e cerca soluzioni per tipi di società nuove che imbocchino strade che sappiano coniugare economia ed ecologia.
E chi continua imperterrito a snocciolare concetti e istanze figlie di una visione di società legati al secolo scorso, come se avessimo a disposizione più pianeti sui quali vivere e spolpare a puntino per soddisfare le nostre sfrenate e superficiali esigenze.

Il teatrino di questi gironi legato alla chiusura o al trasferimento di attività su cui il cantone contava di fare le proprie future fortune è sintomatico di questa seconda visione, tutta concentrata sulla redditività e sul profitto, “senza fare prigionieri”.
Una pericolosa visione “monoculturale” che apre parecchie incognite sul futuro del cantone, nonostante le rassicuranti parole del Consigliere di Stato responsabile delle finanze.
Il Ticino ci era già cascato una volta, imboccando senza indugio negli anni Cinquanta e sessanta la strada del turismo a ogni costo, altra scelta monoculturale, strada che al “primo colpo di vento” è andata in crisi e ha una prima volta evidenziato quanto la diversificazione sia importante; ci siamo ricascati con “i tappeti rossi stesi” a evasori fiscali, multinazionali e sedicenti imprenditori.

Ma non basta, ora c’è chi, con una ostinazione che ha del patologico, invoca altri famigerati sgravi per ridare vigore alla nostra economia, in questo esercizio una nostra ex Consigliera di Stato dimostra una determinazione e una costanza “quasi” ammirevoli, in barba all’evidenza e senza timore del ridicolo.

Fortunatamente in Ticino non ci sono solo persone di questo tipo, ma ci sono anche i primi, ossia individui che hanno preso coscienza che un altro mondo e altri modelli di società sono possibili, anzi indispensabili, e stanno cercando una via che sia percorribile e che includa tutti indistintamente, mettendoci tutti davanti alle nostre responsabilità.

Siamo agli inizi, è vero, e il tempo è poco ma immaginazione, fantasia e creatività dovranno giocoforza avere la meglio su concetti che si rifanno a politiche vecchie e sorpassate, che non tengono in considerazione evidenze anche scientifiche.
La strada sarà ancora lunga e difficile, ma non abbiamo alternative, sarà il confronto tra “futuristi” e “passatisti” a decretare se l’umanità avrà un futuro o meno.

Di Fabrizio Sacchi, Municipale del Comune di Maggia