Anche nel nostro piccolo stiamo vivendo giornate in salita e controvento
Aurelio Sargenti per Naufraghi.ch
La giornata uggiosa di oggi (14 marzo 2025), ma anche quella di ieri e quelle dei prossimi giorni, non aiutano ad essere, non dico felici, ma almeno sereni. Se poi vado a leggere i portali di informazione locali non posso che precipitare nello sconforto, e ciò nonostante mi mantenga volutamente lontano dalle brutte notizie internazionali per non cedere definitivamente alla risoluzione di prendere il treno per Lourdes (accompagnato possibilmente da una cugina e da qualcuno che provi «tristezza per quei poveri due che non si parlan più»).
Cosa mi ha colpito in negativo oggi? Due notizie, di per sé non gravi, ma significative del livello che la politica ha raggiunto (si fa per dire) nel Canton Ticino che, come diceva il mio maestro, ha i suoi angoli. Ma non si preoccupino i difensori nostrani: all’estero, come detto, si sta peggio, molto peggio. Vediamo le due notizie: dalla più piccola alla meno grande.
Leggo su «Ticinonews», sotto la rubrica Top News, che i parcheggi del Lido comunale di Lugano «sono monopolizzati dai frontalieri». Ohibò! Ciò è fonte di grande preoccupazione per un consigliere comunale della città tanto da spingerlo a interrogare il Municipio: «Numerosissimi frontalieri parcheggiano in loco le proprie auto sin dalle prime ore del mattino e le lasciano lì tutto il giorno, raggiungendo poi il loro posto di lavoro in monopattino». Tutto questo «a scapito degli utenti della piscina che pagano l’affitto della cabina, aumentata oltretutto di 50 franchi, e l’abbonamento stagionale». Il consigliere comunale, ritenendo che il parcheggio del lido «debba essere a disposizione degli utenti che frequentano giornalmente la piscina e che versano circa 550/600 franchi fra abbonamento e cabina», chiede all’esecutivo «che la tariffa attuale dei posteggi venga adeguata a quella degli altri autosili di Lugano, in modo che il parcheggio non venga più preso di mira e lasciato agli utenti del lido». Infatti, vedo spesso, da bravo umarell come sono, molte famiglie che da novembre a maggio fanno la coda alle casse del lido per poter stendere sul manto erboso il loro asciugamano. Per contro non ho mai visto file di monopattini (immagino) azzurri che sfrecciano verso il centro città: ma forse dovrei svegliarmi all’alba. Speriamo che il Municipio recepisca questa giusta preoccupazione e modifichi di conseguenza le tariffe prima che qualcuno lo scriva su qualche portiera di italiche autovetture.
L’altra notizia, senz’altro più immaginifica, meno scontata, è scaturita dalla penna di una signora, anch’essa consigliera comunale di Lugano ma con un seggio suo anche a Bellinzona, dove si riuniscono i gran consiglieri. Dalle pagine de «laRegione online», la signora, per il tramite di una mozione indirizzata sempre al Municipio luganese, propone addirittura di rivoluzionare il Campo Marzio. Come? Proponendo «un insediamento balneare con annessa Spa di fianco al Lido, al posto dei campi da tennis. Che andrebbero spostati oltre la strada, al posto del Centro esposizioni. Il quale sarebbe a sua volta da spostare fuori città». Forse, in un momento brevissimo di lucidità, ella si accorge che la proposta «può sembrare un’idea un po’ folle»: è lei stessa (e nessun altro/a) che lo scrive; ma si riprende subito e, correggendosi, afferma che il progetto «si inserirebbe in modo ottimale in questo comparto, anche in considerazione del funzionale e sempre attuale centro del Palazzo dei congressi». E conclude così: «Il tanto sospirato centro eventi / esposizioni, potrebbe essere tranquillamente ubicato parzialmente nel comparto ex Macello (sic!) dando quindi più ampio respiro al comparto e progetto “Conza” ormai obsoleto, o ancora meglio dovrebbe essere realizzato all’esterno della città, in zona periferica come già avviene nelle maggiori città della Svizzera e del mondo». Il modello immaginato dall’ispirata consigliera comunale è una sorta di parco acquatico con annessa zona benessere. E come esempi alti indica i bagni termali di Scuol e le Saline di Locarno. Poi, non contenta e credendo di “fare la colta”, cita a sproposito Le città invisibili di Italo Calvino. Chi di voi lettori è già stato a Scuol e a Locarno capirà facilmente perché è bene evidenziare che questa è una fantasia ed è giusto che tale rimanga. Come dire: tante idee e tutte ben confuse.
Saranno anche stranezze, libere fantasie, ma sia l’interpellanza che la mozione sono degli “atti politici” che terranno occupati alcuni funzionari della città di Lugano, i quali dovranno trascorrere ore non tanto per rispondere ai grandi quesiti politici posti dagli onorevoli, ma per riprendersi dallo sconforto. Lo stesso nel quale anch’io sono precipitato.