Malgrado l’opposizione rosso-verde il Parlamento ticinese ha approvato lo scorso 25 giugno l’aumento del prestito obbligatorio a carico di circa 500 studenti master.
Dal 1.9.2020 (il consigliere di Stato Manuele Bertoli farà in modo che l’entrata in vigore non avvenga già a settembre 2019) la quota del prestito obbligatorio nelle borse di studio per gli studenti master passerà dal 10 al 25%. Un taglio assurdo in una situazione finanziaria tranquilla per il Cantone che colpisce 500 studenti e che viene giustificato dal centro-destra come una compensazione per l’innalzamento del limite massimo delle borse di studio da 16’000 a 20’000 franchi annui.
Anche gli studenti master dell’USI e della SUPSI di Lugano subiranno il taglio del sussidio a fondo perso, che scenderà dal 90% al 75% della borsa di studio. Lugano è una città universitaria, peccato che i suoi deputati del centro-destra non hanno voluto capire che il peggioramento mina il diritto di studio in un periodo finanziariamente tranquillo e scoraggia i giovani a intraprendere studi di lunga durata. Infatti la riduzione dell’assegno a fondo perso ha ripercussioni negative per tutto il ceto medio-basso. Inoltre il centro-destra con questa decisione penalizza settori come la scuola, la ricerca, l’industria e l’ambito finanziario: settori fondamentali per Lugano e per il nostro Cantone, che ricercano personale particolarmente qualificato, titolare di un master. Assurdo da parte dei paladini dell’economia!
Raoul Ghisletta, presidente PS Lugano